Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Museo del Patrimonio Industriale

SCHEDA
Zona:
Fornace Galotti - Via della Beverara, 123 - Bologna
Telefono:
(+39) 051 6356611
Orari:
martedì - venerdì: dalle 9 alle 13; sabato: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18; domenica: dalle 15 alle 18
Prezzo:
5 euro intero e 3 euro ridotto. Gratuito under 18
Orari Estivi:
Da venerdì 1° giugno 2012 al 30 settembre 2012, il Museo del Patrimonio Industriale adotta l'orario estivo con i seguenti orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 13:00.

Dalla cultura del fare al fare cultura.

All’interno della ricca offerta della collezioni civiche bolognesi, il Museo del Patrimonio Industriale nasce nel 1997 con lo scopo di valorizzare la storia industriale di Bologna e del suo territorio.
Partendo dai mulini da seta del XIV secolo si arriva alle odierne innovazioni dell’industria bolognese.
Non a caso la sede è una ex fornace industriale costruita nel 1887 lungo l’antico canale navigabile della città, il Navile, alla periferia nord di Bologna.
La proposta culturale è sostenuta dall’Associazione Amici del Museo del Patrimonio Industriale, che annovera tra i suoi iscritti le principali aziende, fondazioni e associazioni imprenditoriali del nostro territorio.
Ne segnaliamo il ricco calendario annuale di incontri di approfondimento culturale e la programmazione di didattica tecnico-scientifica rivolta agli studenti.

Descrizione collezione

Gli spazi si sviluppano su una superficie complessiva di 3500 mq, su tre piani.

Al piano terra nel portico esterno coperto, si ripercorre la fondazione dell'edificio attraverso la storia della produzione dei laterizi che vengono spiegati con plastici, pannelli e manufatti.
All’interno del vecchio forno sono ospitati, invece, i materiali appartenenti all’archivio del Comune di Bologna dell'Istituzione Aldini-Valeriani.
Nata come scuola nella prima metà del secolo XIX per promuovere forme diverse di istruzione tecnica, dal suo patrimonio si è originato il nucleo originario del Museo.

Al primo piano troviamo un’ampia sala auditorium con laboratori didattici per le scuole sui temi dell’utilizzo delle fonti di energia acqua-vapore-elettricità, nonché la sezione del Museo dedicata all’attualità e al futuro dell’area produttiva di Bologna.
La mostra è completata da un’isola espositiva composta sull”Arte tipografica bolognese”, affermatesi in successione durante i secoli XIX e XX.

Al secondo piano, nel grande ambiente dell’ex-essiccatoio, prodotti ed imprese ci guidano dal Rinascimento ad oggi per rilevare in tempi diversi l’eccellenza economica di Bologna, iscrivendo a pieno titolo la città e i modelli di sviluppo che ne hanno caratterizzato l’industrializzazione nella grande storia di questo processo.
I prodotti che incontriamo hanno una caratteristica in comune: essersi affermati nel grande mercato internazionale ed aver vinto la sfida con altri paesi industrializzati.

Si parte dall’antico velo di seta dei secoli XVI-XVIII, di cui viene mostrato il ciclo produttivo e la rinomanza anche artistica che lo connotava.
Infatti la Bologna dei secoli XV-XVIII era famosa in tutta Europa per l'industria della seta, che anticipa con il “mulino da seta alla bolognese” il primo sistema di fabbrica: lo sviluppo di questa produzione segna la città anche nei suoi tratti urbanistici, con un sistema idrico in parte giunto fino ai giorni nostri.

Alcuni prodotti del settore alimentare locale fanno da trait d’union tra l’epoca antica e quella moderna.
La mortadella, ad esempio, congiunge l'eccellenza artigianale con le forme moderne della produzione industriale del secolo XIX, quando questo famoso insaccato finiva in scatole di latta per essere esportato in tutto il mondo.
Le prime forme di cioccolato solido prodotte in Europa alla fine del Settecento sono prodotte a Bologna per svilupparsi in prodotti di alta qualità per i golosi di tutto il mondo

Si entra, quindi, nello spazio del Novecento presidiato dalla “Stanza delle Pulegge”, grande scultura/ambiente di Paolo Gallerani, movimentata nelle sue parti che simboleggiano parvenze reali della fabbrica della prima Rivoluzione Industriale.
Vediamo prodotti di vario genere: turbine, servomotori, macchine utensili, compressori per refrigerazione, apparati biomedicali, penne stilografiche, soluzioni per l’edilizia, macchine automatiche per ogni tipo di condizionamento .per dosare ed imballare prodotti alimentari, tabacco, farmaci e cosmetici (ricordiamo che Bologna ha ottenuto un primato mondiale come capitale del Packaging) e la storia delle aziende produttrici.

Una sezione  motoristica, con attenzione alla componentistica che ne cura le diverse parti, illustra le motociclette e le automobili che hanno reso celebre Bologna e l’intera regione Emilia Romagna.

Infine gli sviluppi più recenti dell’industria: condensatori, elettronica domestica, motoriduttori, prodotti della meccatronica come lettori di codici a barre, misuratori al micron, robot tutto-fare. 

Iniziative ed eventi

Quattro serate tra Scienza e Storia

Per tutti i giovedì di luglio 2012 il Museo del Patrimonio Industriale propone un'apertura straordinaria serale dalle ore 19.00 alle 21.30.
Nel corso del mese si alterneranno incontri laboratoriali per bambini, su prenotazione (a cura di Tecnoscienza.it) e visite guidate per adulti alla sezione dedicata alla Bologna dell'acqua e della seta.

Giovedì 5 luglio Per bambini, su prenotazione ore 19.30-20.45
Spie e codici segreti (7-10 anni)

Password, codici a barre, PIN: cosa si nasconde dietro tutte queste sequenze di numeri e lettere? Un affascinante viaggio nella crittografia (la matematica dei codici segreti) svelerà alcuni di questi misteri. Dal cifrario di Cesare ai più moderni metodi di codifica per capire come si nascondono le informazioni più importanti... e diventare così un po' spie!
Il laboratorio e l'ingresso al Museo sono gratuiti per i bambini e un accompagnatore.

Giovedì 12 luglio Per adulti ore 19.30-20.45
Il segreto del Mulino da seta alla bolognese

Un affascinante percorso alla scoperta del mulino da seta alla bolognese, macchinario grazie al quale Bologna si affermerà tra XV e XVIII secolo sul mercato internazionale nella produzione di velo di seta. L'alto livello tecnologico raggiunto da questa macchina sarà a lungo tenuto nascosto, per impedire qualsiasi tentativo di "spionaggio industriale".
La visita guidata è gratuita mentre l'ingresso al Museo è a pagamento secondo il nuovo tariffario dell'Istituzione Musei del Comune di Bologna

Giovedì 19 luglio
Per bambini, su prenotazione ore 19.30-20.45
Il superlab dei supereroi (7-11 anni)

Senza la scienza e la tecnica supereroi come Batman o Spiderman non esisterebbero. Ma cosa significa avere la superforza? Da dove viene il potere magnetico? Come potrebbe essere fatta la ragnatela dell'Uomo Ragno? Esperimenti di chimica e fisica, realizzati con strumenti e oggetti di uso comune, consentiranno di superare le proprie capacità per diventare per un giorno dei supereroi!
Il laboratorio e l'ingresso al Museo sono gratuiti per i bambini e un accompagnatore.

Giovedì 26 luglio Per adulti, ore 19.30-20.45
Il mercante di seta a Bologna

Un approfondimento sulla figura del mercante di seta a Bologna, protagonista all'interno del sistema produttivo del velo in età moderna.
I suoi compiti erano diversi e si svolgevano su molteplici piani: dall'acquisto dei bozzoli al mercato del Pavaglione, al controllo della qualità, all'organizzazione della manifattura (con l'affidamento ad artigiani e lavoratori indipendenti delle diverse fasi del ciclo produttivo) fino al collocamento dei prodotti finiti sul mercato europeo. La visita guidata è gratuita mentre l'ingresso al Museo è a pagamento secondo il nuovo tariffario dell'Istituzione Musei del Comune di Bologna

 

Mostre concluse

"Mario Mazzetti, tecnico progettista, fondatore della M.M." (17 dicembre 2009 - 31 maggio 2010).

Mario Mazzetti (1895-1964), fondatore della M.M., è uno dei più importanti tecnici del motociclismo bolognese della prima metà del secolo scorso, allora ben conosciuto ed apprezzato in ambito nazionale, del quale oggi si è persa la memoria. Documenti e immagini dall'Archivio familiare, integrano le 16 motociclette M.M. fabbricate dal 1925 al 1956, oltre a numerosi ed interessanti cimeli.