Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Giuseppe Bazzocchi a Tedofra ArtGallery

SCHEDA
Zona:
Tedofra ArtGallery Via Belle Arti 50 - Bologna
Apertura:
Da sabato 5 a martedì 15 maggio 2012
Orari:
Da lunedi al sabato ore 12:00/18:00 - Domenica su appuntamento
Telefono:
(+39) 334 7266681
Prezzo:
Ingresso libero.

  Giuseppe Bazzocchi Tedofra ArtGallery mostre arte esposizioni Bologna Emilia Romagna maggio 2012

"Corpo a corpo"

Nella personale di Giuseppe Bazzocchi, "Corpo a corpo", allo spettatore verrà offerto un contatto con la ricerca artistico/estetica dell'artista, intorno al concetto di luce e trasparenza, sia in senso reale che in senso metaforico. La mostra a cura di Gaetano Cristino, Bruno Bandini e Matteo Accarrino è patrocinata dal Comune di Bologna quartiere San Vitale, sarà aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle ore 12:00 alle 18:00.

Gaetano Cristino cosi descrive l'immaginario polimorfico di Giuseppe Bazzocchi. La grafica digitale di Giuseppe Bazzocchi, spesso impressa su plexiglass trasparenti e illuminata da led, assorbe e riflette il dolore della condizione umana e il male di vivere. Corpi lacerati, corpi mutilati, corpi violati, corpi disfatti, analizzati, marciti, nebulizzati e ricomposti in forme tragiche, mostruose e disperanti, denunciano gli effetti disumanizzanti di una violenza nel mondo che cresce in maniera esponenziale giorno dopo giorno.

I corpi sfigurati sono l'espressione esteriore di una coscienza, sempre più preda della solitudine, le cui limpide aspirazioni sono messe in crisi da desideri famelici e beluini. È come se l'anima fosse attraversata da una "tempesta" di sollecitazioni che ne fa vacillare gli ideali. E così abbiamo busti acefali, o torsi che rivelano i loro interni grovigli, o figure metà uomini e metà toro, o teste e testoni senza identità o ancora terribili statue tribali, e sempre, in ogni caso, sovrapposizioni e contaminazioni di lacerti memoriali che, resi con grande vivacità cromatica e fluido dinamismo, danno vita ad un linguaggio nuovo, polimorfico, altamente espressivo, al limite tra surrealtà, nuova figurazione e astrazione.
I "corpi" dipinti da Giuseppe Bazzocchi rivelano dunque l'anima vulnerabile e lacerata dell'uomo contemporaneo. Essi si muovono isolati nello spazio, quasi ciechi manichini, o intrecciano con lo spazio, che vuole inglobarli e fagocitarli, una vera e propria lotta. E il risultato formale che ne deriva rimanda alle ragioni originarie di tanta deformazione e di tanta sofferenza.

Bruno Bandini inizia la sua critica con una domanda: "Ma le immagini hanno un peso?" e risponde che "Se si osserva il modo di "fare arte" che accompagna Giuseppe Bazzocchi nel corso degli ultimi 15 o 20 anni si direbbe che le immagini che sostanziano la sua ricerca abbiano il peso della passione e della lotta, del desiderio e della speranza - qualche volta anche del fallimento.
Ma se questo, in fondo, sembra costituire la paradossale esperienza in cui si esplicita buona parte dell'arte contemporanea, nel caso di Bazzocchi ci si trova di fronte ad un glomerulo difficile da districare, in cui i "mezzi" espressivi si moltiplicano e si contaminano, in cui la gestualità, il cromatismo, la ricerca della forma, si coniugano prima con lo sforzo di rendere ragione della "trasparenza" e, successivamente, si confrontano con l'ostacolo del "volto".
Un po' come se il tentativo di fornire un resoconto trasparente dell'anima non risultasse più sufficiente, non foss'altro per il rischio di confondere la maestria con l'illusionismo, la selezione dei materiali con un programma che non può essere condotto a compimento.

Matteo Accarrino cosi invece vede le opere di Bazzocchi. Nell'analizzare l'opera di Giuseppe prevale l'occhio del pittore e non del critico, vedendo in tutti i suoi lavori quelle che sono le caratteristiche della pittura "tout-court", il segno e il colore che le sono propri , anche se filtrati da un mezzo meccanico come il computer, che egli usa come una matita o un pennello.
La sensibilità dell'artista, orientata verso la giustapposizione, riesce a mettere in relazione segno e segno, colore caldo e colore freddo.
Una semplice linea contorna i segni e i colori, trasformandoli in figure dinamiche sia che si tratti di torsi o di minotauri, per l' apporto di quegli elementi che sono propri della pittura, linee e colori, e dopo averli analizzati con molta attenzione, li combina fra di loro, per poi procedere alla stampa lambda su plexiglas.

Le opere di Giuseppe Bazzocchi si presentano simili a misteriose scatole, rese quasi immateriali, entro cui sono alloggiate le luci, dove il plexiglas illuminato dal retro mette in evidenza gli elementi pittorici organizzati sul piano, inventando nuove forme dai contenuti pittorici differenti da quella prima pittura che giocava sulla trasparenza che gli derivava dallo spazio circostante.
Adesso, invece, i disegni e le pitture hanno bisogno, per poter vibrare, di un fondo monocromo e della luce che batte dal retro del plexiglas.
Due modi differenti di vedere il proprio lavoro in cui la luce gioca un ruolo fondamentale.