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VirtualBologna intervista Massimo Romeo Piparo

VirtualBologna intervista Massimo Romeo Piparo

Il regista che ama i musical, attento ad ogni particolare.

Il regista siciliano Massimo Romeo Piparo ha rilanciato a teatro il genere del musical, con la riproposizione di "Jesus Christ Superstar", continuando con altri classici del genere: "Evita", "Tommy", "My Fair Lady","La Febbre del Sabato Sera", e "Alta Società". Penultima fatica ed ennesimo successo, molto apprezzato lo scorso anno dal pubblico bolognese,"Hairspray. Grasso è bello!" (cui si riferisce la foto grande, dove Piparo, primo da destra, è affiancato dagli interpreti principali).

Ad un anno di distanza il "Re dei musicals", come lo hanno soprannominato, torna a festeggiare al Teatro Europaditorium il Capodanno. Questa volta il pubblico potrà vedere una fiaba sul palco di Piazza Costituzione: "Cenerentola". Sua la regia del magico musical di Rodgers & Hammerstein che ha Roberta Lanfranchi come protagonista. In attesa che arrivi in città con il principe, la fata, le sorellastre e i topolini, abbiamo pensato di intervistare chi ha trasformato la fiaba in realtà.

Dobbiamo pensare che si sia affezionato a Bologna se ogni anno il suo spettacolo arriva in città per Capodanno?

"Dopo la bella esperienza dell'anno scorso non potevo che tornare. Innanzitutto perchè mi ha portato bene. Poi per l'ottima gestione e per il bel pubblico che contraddistingue l'EuropAuditorium. Infine mi è molto caro il vostro nuovo assessore (n.d.r. Nicoletta Mantovani): un motivo in più per venire a Bologna".

"I sogni sono desideri" canta Cenerentola. Un suo augurio per l'anno nuovo, visto che lo festeggeremo con il suo spettacolo?

"Mi auguro una maggiore attenzione al lavoro che facciamo. Mi auguro che si trovino sempre più validi interlocutori istituzionali per il settore del teatro. Manca un coordinamento e a volte si ha l'impressione che si tratti di una lotta gli uni contro gli altri. E' vero che ci sono molti competitors... ma la crisi dovrebbe portare ad una maggiore attenzione".

Però se ci riferiamo al settore del musical, il riscontro del pubblico aiuta più che altri generi.

"Che fosse un settore che poteva incontrare i gusti del pubblico quello l'ho capito da 15 anni. In questi anni però io veda molti produttori televisivi e molta improvvisazione è altrettanto vero. In tanti prendono alla leggera questo genere".

Visto che lei viene considerato il Re dei musical si sente spodestato?

"Non credo che esistano gerarchie. Un considerazione di questo tipo penso che parta dal gusto personale. Quello che faccio nel mio lavoro è avere rispetto del teatro e mi fa piacere che molti me lo riconoscano. Per tanti altri il musical sembra essere solo un genere di cassetta. Credo che se vedessero il mio Cenerentola potrebbero ricredersi, visto che è il più teatrale degli spettacoli che ho portato in scena".

Quindi se non è il re, si accontenta del titolo di principe?

"Se non sono il re, sono sicuramente un regista che ama tanto questo genere e ci si è dedicato".

Quanto rischia in Italia il musical di essere una riproposizione di modelli americani?

"Sono contrario alle trasposizioni: deve esserci sempre una componente originale".

Veniamo a Cenerentola. Le critiche sono state molto lusinghiere...

"Il risultato è altrettanto positivo. Lo spettacolo è stato studiato attentamente: spero che il pubblico apprezzi l'impegno che tutti abbiamo profuso".

VirtualBologna intervista Massimo Romeo Piparo Pare che i ruoli siano a pennello per gli attori scelti. Ad esempio, colpisce la scelta di Giulio Farnese (nd.r. nella foto a fianco) per la matrigna.

"Nella scelta ho cercato di dare spazio ad attori meno visti a teatro. Il pubblico lo vedrà: il cast è del tutto all'altezza. Per uno spettacolo che è davvero magico".

La Lanfranchi è una Cenerentola che saprà portarci nella favola?

"Roberta è perfetta nel ruolo. Non ho avuto dubbi sin dal primo giorno. E' proprio brava: la dolcezza e la sensibilità che la caratterizzano la rendono una Cenerentola ideale. Senza contare che la sua carica emotiva la allontana dagli stereotipi e dagli scimmiottamenti di una Cenerentola disneyana".

VirtualBologna intervista Massimo Romeo Piparo Perchè non ha scelto Giovanna D'Angi (nd.r. nella foto a fianco), la Tracy di "Hairspray"?

"Non la vedevo Cenerentola. Sarebbe stata troppo rock & roll. Era ideale per il personaggio anni '60 di "Hairspay", per quell'epoca di concorsi di bellezza. In "Cenerentola" farà una delle due sorellastre".

VirtualBologna intervista Massimo Romeo Piparo La scelta di Antonio Cupo vuole essere un regalo al pubblico femminile?

"Antonio ha un formazione artistica tipicamente musical, anche per la sua formazione in Canada. Mi sembreva giusto "usarlo", perchè ancora non si era visto in un musical. Soprattutto mi piaceva l'idea che il principe azzurro rifuggisse lo stereotipo del biondo con gli occhi azzurri. Spazio ad un uomo tipicamente latino che insieme a Roberta possano rappresentare la bellezza italiana. Anche questo è un modo di proporre una nostra versione della favola".

Oltre all'atmosfera magica, quanto è importante nella sua Cenerentola il tema del riscatto?

"Non è un tema a me nuovo. Cenerentola è l'archetipo fiabesco del riscatto al quale hanno attinto, ad esempio, Pretty Woman, Ugly Betty e recentemente "Il mondo di Patty"... La lista sarebbe lunga. Semplicemente sono andato alla fonte".

In questi giorni di feste, la congediamo prima che la carrozza si trasformi in zucca, con l'abituale domanda di VirtualBologna: tortellini o tagliatelle?

"Tortellini!".

Alberto Andreoli

 

 

 

 

 
EuropAuditorium