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VirtualBologna intervista Alessandro Preziosi

VirtualBologna intervista Alessandro Preziosi

La modernità di Amleto e la consapevolezza di Alessandro.

"Amleto è sempre moderno e attuale perchè la società ha bisogno di rispecchiarsi nella nausea che prova nei confronti della società stessa, quando tende verso il basso".

L'intervista ad Alessandro Preziosi parte proprio dalla prossima rappresentazione al Teatro EuropAuditorium dove sarà Amleto, per la regia di Armando Pugliese. 

Non è la prima volta che affronta questo classico del teatro shakesperiano?

"Dieci anni fa avevo interpretato Laerte (n.d.r. il figlio del consigliere di stato di Amleto, Polonio). Era un periodo in cui si sapeva meno del malcostume e non si arrivava a comprendere quanto si può rimanere delusi dalla situazione pubblica".

C'è del marcio in Italia?

"C'è del marcio in Europa! Nella scena, lo vedrete, è stato scelto un fondale essenziale che ritrae le rovine dell'Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Amleto è in un lettino di ospedale dal quale inizia a giocare una personale partita a scacchi tra bianchi (in abiti attuali che definirei universitari) e neri (in abiti elisabettiani). Data l'ampiezza del testo si è cercato di concentrarlo in due ore, in una sorta di viaggio che offra allo spettatore tutto il fascino dell'opera".

Quale personaggio di Shakespeare sente più suo? Tra i suoi impegni teatrali c'è stato anche  Re Lear.

"Innanzitutto lì c'era un grandissimo Roberto Herlitzka. Interpretava un personaggio complicato, una legittimazione del male. Amleto me lo sento più mio per età e per sensibilità teatrale".

Si sente vendicativo quanto lui?

"Sono una persona istintivamente vendicativa. Ma la vendetta non vale mai la pena che sia portata a termine perchè darebbe ragione a chi ci ha fatto del male. In questo periodo avrei tante ragioni di essere vendicativo. Rispetto a certe falsità e a certi avventurieri. Poi mi dico: devi metterti al loro livello? Ne vale la pena? Il fastidio e il malessere che ne deriverebbe sono cose che mi farebbero invecchiare più velocemente".

Quindi alla fine si decide per lasciar perdere...

"Amleto parlerebbe di un giardino di gramigna dove regnano soltanto cose fetide. Culturalmente sono i suoi studi su Bacone a farlo desistere".

Questo ad Amleto Preziosi. Ma ad Alessandro Preziosi sono gli studi di diritto a farlo desistere dalla vendetta?

"Beh quando vedo come guida la gente per strada mi viene da urlare: sei il numero uno! - sorride - Non credo che sia tanto lo studio a poter influire quanto gli insegnamenti a casa. Conta avere dei genitori rompipalle".

Se le dessimo il compito di commentare questa frase che reciterà sul palco del Teatro EuropAuditorium "Sappiamo ciò che siamo, ma non quel che potremmo essere" (W. Shakespeare, Amleto, IV,5)?

"Occorre una grande consapevolezza di quello che siamo. Non solo sul palco".

Essere o non essere? Tagliatelle o tortellini?

"Tagliatelle".

Certo le tagliatelle non la aiutano a mantenersi uno dei sex simbol dello spettacolo italiano.

"Cerco di manternermi vivo".

Splendida risposta. Ma il fatto di piacere come lo vive?

"Mi fa piacere se ancora "gliela ammollo" - ride -  ma la bellezza nasce dagli spettacoli che faccio, dalle emozioni che vivo, dai luoghi che la mia professione mi permette di conoscere. Non mi sono mai occupato di me fisicamente, perchè non mi piace essere un salutista. Nella mia vita rock mi fa piacere stare in mezzo alla gente".

E una scelta pop nella vita professionale? Un calendario, un cinepanettone...

"Non ritenendomi un uomo di cultura, non lo escludo. Certe cose avvengono se devono avvenire".

Pur non considerandosi un intellettuale, il contatto con i classici del teatro a livello culturale qualcosa le avrà lasciato?

"Sì. Il senso etico della vita. Credo di aver sviluppato grazie ad Eschilo e a Shakespeare una visione etica di quello che mi circonda".

Nell'Amleto del prossimo 10 e 11 Novembre 2009 sarà circondato da una musica attuale. Ad esempio quella dei Massive Attack.

"Tutta la musica: suono il pianoforte. Da Claudio Baglioni a Keith Jarrett. Ma anche Bjork, Vasco Rossi che so... Mino Reitano".

Mino Reitano?

"Intendo dire che è come trovarsi davanti al banco di una gelateria. Difficile non voler provare un gusto nuovo. Anche se sono appassionato di zuppa inglese..."

Se ama la zuppa inglese Bologna è la città giusta.

"Quando ho interpretato il commissario De Luca (n.d.r. vedi foto scattata sul set a Bologna) nonostante il caldo estivo, ho scoperto una città viva, molto coerente con tutti valori sociali e politici per i quali mi era nota".

Alberto Andreoli

 
EuropAuditorium