Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Museo della Resistenza

resistenza
SCHEDA
Zona:
Ex convento di San Mattia, Istituto Storico Parri - Via Sant' Isaia 20 - Bologna
Telefono:
051 3397250
Fax:
051 3397212
Orari:
Dal lunedì al venerdì dalle 15,30 alle 18,30, sabato dalle 10 alle 13,00
Chiuso:
Domenica e durante le festività infrasettimanali
Prezzo:
Ingresso gratuito

Museo della Resistenza

Il Museo della Resistenza di Bologna ha sede nel complesso conventuale di San Mattia e raccoglie materiali di tipo diverso (documenti d´archivio, fotografie, manifesti, prodotti multimediali) relativi alla storia dell´antifascismo, della Resistenza bolognese e dell´Italia repubblicana.
Il Museo, di proprietà del Comune di Bologna, è stato progettato e realizzato da ANPI-Comitato Provinciale di Bologna, Comune di Bologna e Istituto Storico Parri Emilia-Romagna.

Il museo si articola su 4 da sale tematiche:

L´antifascismo prima della Resistenza

Il tema dell'antifascismo è affrontato sia nell'ambito nazionale che internazionale, rivolgendo particolare attenzione alla Guerra civile spagnola, considerata il prodromo della lotta partigiana Italiana.

La guerra subita e la Resistenza a Bologna

In questa sala vengono ripercorsi i mesi che vanno dall'8 settembre 1943 alla Liberazione, facendo particolare attenzione al tema della "Guerra Totale", ovvero una guerra che coinvolge totalmente e tragicamente anche le popolazioni civili, come del resto fu la seconda Guerra Mondiale. Molte immagini e documenti presenti in questa sala descrivono, infatti, momenti della vita quotidiana di Bologna e dei Bolognesi sotto l'occupazione tedesca. Sono affrontati anche temi più legati alla guerra che per la loro drammaticità sono tristemente impressi nella storia come: le violenze sulle donne, la deportazione, il lavoro coatto e le volontarie stragi di civili (ricordiamo Montesole).

La Resistenza agita

Con l'ausilio di diversi materiali e documenti, anche inediti, in questa sala vengono ripercorsi i momenti più significativi dell'esperienza Resistenziale bolognese: dalla scelta di "resistere" e tutto ciò che poteva comportare una tale decisione, alla Liberazione. Accanto alle foto della stampa ufficiale e clandestina, vengono proposti anche strumenti multimediali: una selezione di interviste a posteriori ad alcuni dei protagonisti della Resistenza bolognese.

Videocamera

In questa sala è presente una videoinstallazione che vuole evocare le condizioni di vita dell'autunno 1944 a Bologna. Uomini e donne costretti a vivere in attesa di qualcosa che ormai tutti sanno non si verificherà nel breve periodo. L'ambientazione è una base partigiana nei sotterranei dell' Ospedale Maggiore di Bologna, in via Riva Reno. Questi ragazzi dovevano vivere in un sotterraneo freddo e umido e convivere quotidianamente con i problemi che la guerra comportava.

Nell' Atrio del museo sono esposti diversi manifesti attraverso i quali, ogni anno, dal 1946 in poi, si sono celebrati la resistenza e i suoi valori. Uno spazio dell'atrio è riservato inoltre al Muro di Piazza Nettuno, detto anche luogo di ristoro dei Partigiani, che è divenuto uno dei più importanti luoghi di memoria di Bologna dopo il 21 Aprile 1945, il giorno della liberazione della città.

 

Eventi

1° maggio 2012 Apertura straordinaria del Museo dalle ore 10 alle 18,30

Mostra "Immagini per la Memoria" (Ore 10/18,30) Museo della Resistenza - Sala ex-Refettorio

Raccolta video-fotografica degli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Bologna sui sentieri di Monte Sole. Promossa dall'Accademia di Belle Arti di Bologna e dal Gruppo Artistico Mentelocale e dal Museo della Resistenza.

La visita alla mostra e al Museo è gratuita e non necessita di prenotazione.

 

Visita guidata La classe operaia dall'antifascismo alla Resistenza - Gli scioperi del 1943 a cura di Federico Chiaricati (Ore 16,30)

Le vicende che in questa visita specifica al Museo della Resistenza di Bologna verranno trattate cercheranno di andare il più possibile a braccetto con il senso della giornata del Primo Maggio, la festa del lavoro. È proprio al lavoro che verrà dedicata la visita, e nello specifico a quel processo teorico e pratico che portò la classe operaia dall'afascismo (e antifascismo) alla Resistenza. Resistenza che non venne attuata solamente nelle forme cui siamo soliti immaginarla (il partigiano sulle montagne per essere più chiari), ma venne praticata anche (e soprattutto) a costo della vita dentro le fabbriche e i luoghi di produzione italiani, in particolare nei centri strategici per la macchina bellica nazifascista. Tutto il processo che vide protagonisti lavoratori e lavoratrici fu caratterizzato da un lato dal sabotaggio vero e proprio della catena produttiva e dall'altro dalla messa in discussione delle strutture ideologiche e culturali fasciste, in primis le corporazioni. Nonostante le divisioni politiche e ideologiche i lavoratori antifascisti si unirono per scardinare dall'interno le strutture ideologiche delle corporazioni (come si vedrà nell'elezione dei fiduciari di fabbrica, ultimo residuo del sindacalismo fascista) e creare un sindacato libero. Questo processo politico e culturale, però, e sarà uno dei temi della giornata, non si esaurì con la Liberazione, ma continuò negli anni seguenti, attraverso innumerevoli lotte in tutta Italia, per il riconoscimento della Costituzione anche dentro i luoghi di lavoro. La visita quindi intende delineare in modo divulgativo quel processo che portò dalla realtà lavorativa sotto il regime fascista alla guerra e alla Resistenza, attraverso il sabotaggio e gli scioperi che interessarono migliaia di lavoratori e lavoratrici dal '43 in avanti.

Federico Chiaricati, laureato in Scienze Storiche e membro del Comitato Direttivo dell'ANPI, sezione di Casalecchio di Reno, collabora con le riviste "Percorsi Storici" e "Storia e futuro". I suoi studi si concentrano, in particolare, sulla storia dei consumi, la storia della Resistenza e dell'antifascismo.

La partecipazione alla visita guidata è gratuita, la prenotazione è consigliata