Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Maya

Mostre a Bologna: Maya, Flavio Romualdo Garofano  Fotografia
SCHEDA
Zona:
Bellezza Orsini, Mura di Porta Galliera, 2 (Porta Mascarella) (Bo)
Apertura:
Dal 22 aprile al 31 maggio 2010
Orari:
Dal giovedì al sabato (17,00 - 20,00 verificare sempre via telefono)
Telefono:
3408882842
Prezzo:
Ingresso gratuito con tessera (costo della tessera 1 euro)

Il velo Maya che inganna la visione umana del mondo.

"Il mondo è una rappresentazione" - così titolava il massimo capolavoro di Arthur Schopenhauer. La mostra di Flavio Romualdo Garofano, Maya, si ispira proprio all'idea della rappresentazione del mondo del celebre filosofo tedesco.

-È Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella rassomiglia al sogno. Che si tratti di foto di scena, o attimi d'inconsapevolezza, la tragicità e l'intenso, sono un tutt'uno, si confondono anche, perché in entrambi gli stadi di personaggio, lo sguardo naturalmente teatrale dell'artista, prevale sul significato - ci spiega il testo di accompagnamento alla mostra di Solidea Ruggiero, e aggiunge: - Uno sguardo che anima, enfatizza, sovraccarica di responsabilità, di pathos. Che sia un oggetto circostante, con un ruolo scarnamente definito come la seduta, o un vecchio, nudo che si affaccia alla finestra, il senso dell'accadimento è presente tanto da essere percepito. Animato. -

Garofano, campano di nascita, ma bolognese d'adozione è un artista poliedrico che spazia dal teatro alla fotografia. In qualità di fotografo nel 2008 ha lavorato al I Festival Menabò - La Cronaca giornalistica incontra l'Arte- e collaborato con Francesco Conte alla realizzazione della copertina e del centerfold del secondo numero del magazine 96&3 di Radio Città del Capo.

Nel 2009 ha lavorato col regista Emiliano Bulgaria, realizzando diapositive per la rappresentazione dello spettacolo La signora Margherita con Marina Pitta andato in scena al teatro delle Moline.

Ha inoltre partecipato a diverse mostre collettive, molte delle quali a cura dello storico dell'arte, giornalista free lance Gerardo di Feo.