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VirtualBologna intervista Mariella Devia

Eventi musica lirica a Bologna: VirtualBologna intervista Mariella Devia

La più amata voce di Lucia, in fuga dal personaggio.

Se la voce incide sul fascino che una donna può avere, lo si nota ancor di più in una cantante lirica. La sua voce colpisce anche quando non canta. Altrettanto la semplicità con la quale si colloquia con una delle star della lirica italiana. Raggiungiamo Mariella Devia ancora a Roma, dove vive, in partenza per Bologna. Qui la aspettiamo sulla scena dell'Auditorium Manzoni per un concerto a scopo benefico, con il flautista Giorgio Zagnoni, nel quale reinterpreterà famose arie d'opera. Come vive la Signora Devia il fatto di essere considerata la regina del belcanto?

"Mi ritengo una donna normalissima che interpreta regine ma sul palcoscenico. Provo ad essere all'altezza di questa definizione, impegnandomi in ogni ruolo che affronto".

Nella sua carriera ha interpretato tante eroine della lirica (n.d.r. nella foto la vediamo nei panni di Maria nella Maria Stuarda di Gaetano Donizetti). Si è mai ritrovata in qualcuno di questi personaggi?

"Ritrovarsi nei personaggi è un po' difficile. Sono legati alla storia e a contesti che non sono quelli attuali. Ci si ritrova nei sentimenti, comuni a tutti, che loro provano: amore, disperazione, dolore. I sentimenti dei personaggi non cambiano rispetto a quelli che posso aver provato nella mia vita. Le vicende che vivono, chiaramente, non mi fanno identificare con queste eroine".

Fra le varie che ha incarnato, il suo nome è indissolubilmente legato alla "Lucia di Lammermoore" che l'ha fatta amare dal pubblico. Ha affermato, però, di non volerla più cantare: nessun ripensamento?

"Sono stata molto identificata con Lucia". Si prende una pausa. "Forse proprio per questo non credo di volerla riprendere. Vorrei fare altro, interpretare altri ruoli".

A proposito di altri ruoli ce n'è qualcuno che non le è mai stato proposto ma che le sarebbe piaciuto portare sul palco? O per il quale si candiderebbe?

"Sono soddisfatta di quello che ho fatto. Non ho altri sogni nel cassetto".

La comunità dei suoi fans è molto attiva, anche sul web e all'estero. Più volte ha detto di non riuscire a ricordare tutti i singoli passaggi della sua carriera che invece i melomani ricordano e le ricordano.

"Indubbiamente molti possono ricordare brani che ho cantato una volta e mai più. Sono cose che mi capita di dimenticare, ma fa piacere essere ricordata anche per queste interpretazioni. Quello che ricordo sempre, invece, sono le mie interpretazioni più popolari".

Un suo ricordo legato a Bologna a livello professionale o personale?

"Ho cantato tanto al Comunale. Il mio ricordo di Bologna è un ricordo affettivo. Il ricordo di un pubblico che con me è sempre stato caloroso".

Sul palco del Teatro Manzoni la vedremo intonare numerose arie popolari: quella che preferisce?

"Casta Diva", anche se l'incertezza nel rispondere lascia trasparire altrettanto interesse per le altre che canterà.

A proposito di preferenze, anche le regine provano passioni: se le diciamo tagliatelle o tortellini?

"Tortellini!", ridendo.

Dopo le nostre radici una domanda sulle sue. E' nata poco lontano da Sanremo (n.d.r. a Chiusavecchia, in provincia di Imperia) che è considerato uno dei templi della musica leggera italiana. Questa vicinanza non le ha mai suggerito di proporsi per un disco o per un duetto (come farà a Bologna con il Maestro Zagnoni) magari che unisca lirica e leggera?

"Non ho mai avuto questa tentazione".

Non le è mai capitato, non le interessava...

"Le dirò, non mi piacciono i cantanti d'opera che interpretano brani di musica leggera".

La notizia del momento è l'accoglienza della recente prima alla Scala. Applausi per gli interpreti, fischi alla regia (n.d.r. di Emma Dante). Un'artista che come lei ha avuto molti successi nei teatri, cosa si sente di dire a chi prende fischi?

"Devo premettere che non ho assistito alla messa in scena di Carmen. Proprio per questo non mi sento di dare dei consigli. Oltretutto ad una regista. I registi hanno le loro idee. Credo, in generale, che queste debbano sempre essere al servizio della musica e di quella che era l'intenzione dell'autore dell'opera, senza stravolgerla".

Una curiosità per finire. Una delle frasi che ricorre di più come definizione che lei aveva dato di se stessa è "una normale donna eccezionale".

"Beh è una frase che è stata fraintesa - sorride - poi ricostruita e passata in varie maniere. Intendevo dire che non mi sento una donna speciale, ma sono una cantante che da donna ha la possibilità di interpretare qualcosa di eccezionale sul palco".

Qualcosa di eccezionale che il pubblico bolognese potrà apprezzare nel concerto straordinario di sabato 12 dicembre.

Alberto Andreoli

 

 
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