Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Museo del Risorgimento

SCHEDA
Zona:
Piazza Carducci, 5 - Bologna
Telefono:
(+39) 051 347592
Fax:
(+39) 051 347592
Orari:
Da martedì a domenica: 9-13
Chiuso:
Tutti i lunedì, i festivi infrasettimanali, 1° gennaio, 1° maggio, 2 giugno e 25 dicembre. Chiusura estiva da metà luglio a metà settembre circa
Prezzo:
Bilglietto intero 4 € - Biglietto ridotto 2 € - Apertura gratuita il primo sabato del mese

Museo del Risorgimento Bologna

Museo del Risorgimento.

Il Museo del Risorgimento è situato all'interno dell'edificio in cui si trovava l'abitazione, ora casa-museo, dell'illustre poeta e scrittore risorgimentale Giosuè Carducci.

Il Museo si articola su cinque aree tematiche studiate per guidare il visitatore dall'età Napoleonica fino alla prima guerra mondiale, ponendo una particolare attenzione alla storia della città di Bologna e ai suoi protagonisti risorgimentali. Può vantare circa tremila oggetti fra armi, dipinti, uniformi e un patrimonio bibliografico e documentario che è conservato in parte nella biblioteca di via dè Musei in parte inserite nel percorso della mostra.

Le 5 aree sono disposte in modo che la visita possa seguire un ordine cronologico:

Area 1: L'età Napoleonica (1796-1814)

Con l'arrivo delle truppe francesi comandate dal generale Bonaparte, Bologna cominciò a conoscere le forme giuridiche dello Stato moderno, e la società nel suo complesso fu sospinta verso l'acquisizione di una nuova cultura politica ed economica. Fra i vari oggetti e cimeli di questa sezione ci sono due interessanti opuscoli di fine 700 inerenti la costituzione della Repubblica Cispadana. Troviamo, inoltre, l'ordine pubblicato dal Senato di Bologna, nel 1796, per impedire la profanazione dell' albero della libertà, innalzato nella città da alcuni giacobini e che Bologna fece proprio simbolo e si adoperò per difenderlo.

Area 2: La Restaurazione (1815-1848)

In quegli anni, dopo il congeresso di Vienna, le chiusure autoritarie non impedirono nella città l'affiorare di insopprimibili esigenze di crescita dell'organizzazione produttiva. La rapida conclusione dei moti rivoluzionari del 1831 mise in luce tutti i limiti della Carboneria e delle società segrete, spesso ancora troppo limitate ad una visione municipalistica. Proprio da quel fallimento prendeva le mosse il movimento mazziniano. A testimonianza di ciò nel museo sono conservate alcune testate di giornali dell'epoca che documentano una fioritura effimera della stampa libera per celebrare una libertà che sembrava essere stata conquistata con le rivoluzioni del 31, ma che svanì nel giro di poche settimane.

Area 3: L'epopea risorgimentale (1848-1860)

Sono gli anni decisivi del Risorgimento, quelli delle Guerre di indipendenza e della Spedizione dei Mille, di Garibaldi e del suo mito. Per Bologna sono anche gli anni di Ugo Bassi: la figura più popolare del Risorgimento bolognese. Al frate barnabita è dedicata un'interessante vetrina con cimeli e ritratti. Altro spazio è risevato alla battaglia dell'8 agosto 1848, al popolo in armi e all'accesa dialettica partitica sostenuta dal fiorire di una stampa sempre più attenta al formarsi di correnti di opinione pubblica, tra mito neoguelfo, rivoluzioni repubblicane ed al costituirsi del nuovo ceto dirigente liberale. Possiamo ammirare in quest'area uno Statuto Albertino datato 1848, alcune uniformi militari e un invito alla rappresentazione teatrale "la memorabile vittoria dell'8 agosto nella Montagnola", dramma teatrale scritto da Agamennone Zappoli nei giorni immediatamente successivi all'8 agosto.

Area 4: L'Italia unita (1861-1915)

Mentre, con l'acquisizione del Veneto e di Roma, andava completando la propria Unificazione politica, il nuovo Stato dovette al tempo stesso affrontare questioni decisive e inedite. Un intenso sviluppo economico, l'istruzione delle masse, la crescita della dialettica tra le varie forze politiche e sociali, i conflitti di idee e di interessi sempre più vivaci, la realizzazione di un nuovo assetto urbano rappresentarono altrettanti elementi di un impegno che in particolare coinvolse la comunità bolognese di quei decenni. Di particolare nota nella sezione una tunica originale del garibaldino bolognese Ignazio Simoni, alcune medagle raffiguranti Giuseppe Garibaldi e uno spartito musicale realtivo all'inno nazionale scritto da Goffredo Mameli. Al centro della sala è esposto lo scranno parlamentare di Marco Minghetti.

Area 5: Bologna in guerra (1915-1918)

Propagandata come "ultima Guerra di indipendenza", in realtà la prima guerra mondiale costituì una novità assoluta: per le enormi risorse impiegate, per le armi micidiali utilizzate, per i rivolgimenti sociali, economici e politici che provocò. D'altra parte, essa costituì anche un banco di prova per la società cittadina bolognese, che si rivelò capace di forme di efficiente autogoverno e di risposta alle "emergenze" che il conflitto andava suscitando tra la popolazione civile. Nell'area 5 sono esposte diverse armi utilizzate durante la guerra e alcuni giornali detti "di trincea", utilizzati dopo Caporetto con l'intento di risollevare il morale alle truppe. Alcuni pannelli presentano, inoltre, una scelta di giornali bolognesi pro e contro l'entrata in guerra.

Il biglietto di ingresso oltre al Museo del Risorgimento consente di visitare il Museo Carducci, il Giardino memoriale e le eventuali mostre allestite all'interno.

 

Iniziative ed eventi

In concomitanza con la XVI edizione del Gran Ballo dell'Unità d'Italia nel pomeriggio di sabato 26 maggio, dalle ore 17 alle 22, il Museo effettuerà un'apertura straordinaria gratuita, con servizio di visite guidate (anch'esse gratuite) alle ore 17.30 e alle ore 20.