Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Polaroiding di Fabio Torre

Mostre a Bologna: Polaroidinig di Fabio Torre allo Studio Art 74
SCHEDA
Zona:
Studio Art 74 - Via Masia, 12/b-c - Bologna
Apertura:
Da venerdì 7 Maggio a domenica 13 Giugno 2010
Orari:
dal Lunedì al Venerdì dalla 15 alle 19
Telefono:
051 306512

Inaugurazione Venerdì 7 Maggio ore 18.30

Vecchi scatti per ricordi intramontabili

Una mostra insolita quella di Fabio Torre, all'Art 74, una mostra che profuma di passato, di polveroso e di un pò antico. Sarà un'esperienza dolce e amara al contempo, come quando si sfoglia un vecchio album di fotografie ingiallite e ci si lascia trasportare dai ricordi.

Le immagini, infatti, saranno sovrane di questa occasione d'arte. Foto scattate e raccolte da un vecchio cassetto, dove per tanti anni erano state custodite e forse dimenticate.
Il cassetto delle polaroid, scattate a ripetizione negli anni e ammucchiate lì, a formare un qualcosa a metà tra l'album dei ricordi e la registrazione di irripetibili momenti visivi. Poche pretese di fare arte, ma poi chissà...

Per Fabio Torre, però, l'ultraquarantenne Land 250 non è certo reperto da scaffale, piuttosto una fedele compagna di vita, amatissimo complice e sismografo di emozioni che per un'elementare magia chimica regala immagini.

Gli angoli dello studio, i lavori a metà, le anonime silhouette dei passanti, gli amici, gli artisti, e poi i grandi amori: Patti Smith, New York, tra le stanze del Chelsea Hotel e la gente di Christopher Street, i bar dell'ottava avenue e quel che resta della vecchia Bowery. Un mondo che è sotto gli occhi di tutti, eppure allo stesso tempo intimo e personale. Un mondo che se ne sta andando ma che ha avuto la gentilezza di fermarsi un attimo per consentire il tremulo clic del piccolo marchingegno, che speriamo non smetta di funzionare mai.

Sguardi fugaci in bianco e nero, ritratti dai morbidi grigi, stampati sui cartoncini umidi. Quegli stessi cartoncini che hanno ispirato gli occhi di autori tra i più celebrati - dalle istantanee di Warhol alle ricercate composizioni di Mapplethorpe, alle morbide atmosfere di Patti Smith - e anticipato di mezzo secolo la rivoluzione digitale, almeno in termini di tempi di fruizione: la piccola polaroid è stata la prima a bypassare la camera oscura e a darti subito, "qui e ora", il frutto del tuo clic, a mettere nero su bianco la luce di un'intuizione, spesso ripagando con gli interessi la fiducia riposta.

Ma quanta distanza dal digitale: la polaroid germoglia dagli occhi, forse un po' dal cuore. Riesce a sfuggire al controllo e non crede agli errori: i suoi piccoli difetti la rendono preziosa e unica. Nasce così com'è, non si aggiusta. E' tutto o niente.

 

 

Annalisa Dall'oca