Università degli studi di Bologna

La più antica istituzione universitaria europea, l’Università degli Studi di Bologna (o Studium, come venne chiamata all’atto della sua fondazione) nacque come organizzazione libera e laica grazie alla volontà di un gruppo di studenti, allo stesso tempo selezionatori e finanziatori dei loro insegnanti.

 A dar vita allo studium fu il fortunato incontro tra i glossatori, gli studiosi di diritto di quel periodo, eredi della tradizione giuridica tardoantica e medievale, tra cui Irnerio, Pepone e Graziano (autore, quest’ultimo, del Concordantia Discordantium Canonum, il primo manuale di diritto canonico mai compilato). Divisi in collegi (gruppi studenteschi costituiti a seconda della provenienza) differenti in base a nazionalità e provenienza, già nel XII secolo erano 31, un numero destinato a salire negli anni successivi: nel palazzo dell’Archiginnasio, l’antica sede universitaria, resta una raccolta di stemmi studenteschi che supera le seimila unità. È ancora oggi in funzione, inoltre, il Collegio di Spagna, tra le istituzioni più importanti in ambito studentesco a Bologna, fondato tra il XIII e XVII secolo.

L’università bolognese non era l’unica in Europa, ma era già attiva anche quella parigina. Il modello bolognese si contrapponeva, però, a quello francese soprattutto riguardo all’aspetto di indipendenza e laicità: contrariamente allo studium bolognese, quello francese sosteneva i suoi insegnanti con contributi provenienti dalla monarchia e dalla Chiesa, pilotando così le impostazioni generali dell’istruzione. È infine del 1158 la Costitutio Habita, il documento ufficiale con cui Federico I dichiarò l’Università luogo da tutelare per la ricerca e lo studio, indipendentemene da qualsiasi altro potere.

Col passare degli anni gli insegnamenti si consolidarono, e presto (a partire dal XIV secolo) ne furono aggiunti degli altri: logica, astronomia, retorica, grammatica, greco ed ebraico tra gli altri, fino alla creazione della catedra di “magia naturale”, l’antica denominazione di quella conosciuta oggi come ricerca scientifica sperimentale. Crebbero, all’interno dell’istituto, numerose personalità illustri della cultura contemporanea: Ulisse Aldrovandi, ad esempio, famoso naturalista, e Scipione del Ferro, espnenete di spicco della prima ricerca matematica, ma anche – ben più famosi e conosciuti - Dante Alighieri e Francesco Petrarca, Guido Guinizelli e Re Enzo, Albrecht Dürerr e Carlo Goldoni.

Ad essere roffarzato fu anche il valore di altri luoghi culturali, in particolare quello artistico e d’alto artigianato. I nomi più importanti del barocco classico nacquero a Bologna in età moderna, sulla scia di un clima fertile e innovativo: Carracci, Guido Reni e Guercino, e una scuola di architetti e pittori scenografi che acquistò, col Ferdinando Bibbiena ed il figlio Antonio, una fama di livello europeo.

L'Università continuò a crescere, per importanza e prestigio, nei secoli successivi, in maniera costante fino all’arrivo della prima guerra mondiale, quando altre realtà presero il sopravvento nella scena culturale europea. Della sua lunghissima attività conserva numerosi reperti, di ogni genere e natura, conservati all’interno dei musei (Musei Universitari, appunto) e delle antiche sale per le lezioni, come il notevole Teatro Anatomico.

Tra i migliori centri d’insegnamento superiore in Italia (la migliore, secondo la classifica Times Higher Education the top 200 world universities 2007 ), è tra le 50 più valide istituzioni nel campo dell’insegnamento umanistico. È, infine, tra i membri fondatori del consorzio interuniversitario Cineca.

 

 

 

 
 
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