Virtus Bologna

Tra le più antiche società sportive bolognesi, la Virtus nasce nel 1871, grazie a Emilio Baumann, un ginnasta professionista. La neonata Società Sezionale di Ginnastica (rinominata più tardi Sef Virtus) promuoverà l’attività fisica attraverso le più diverse discipline (dall’atletica al pugilato, dalla corsa alla semplice ginnastica) divenendo punto di riferimento per gli sportivi cittadini. Bisognerà aspettare la seconda metà degli anni Venti per vedere la nascita della prima formazione di pallacanestro: tra il 1927 e il 1929 De Luigi, Simoni, Padovani, Grigioni, Chiaffarelli saranno i primi virtussini a scendere in campo.

A partire dagli anni Trenta la squadra cominciò a giocare nel campionato nazionale, ma fu solo nel 1946 che riuscì ad aggiudicarsi il primo scudetto, replicando la vittoria per altre quattro volte. Fu un irripetibile quadriennio di dominazione del panorama cestistico italiano, in cui la squadra bolognese vinse praticamente tutto. Una grandissima serie di risultati che, però, lasciò spazio ad anni di calo dal punto di vista del rendimento sul campo. Questo periodo di flessione terminerà quasi quindici anni dopo con l’arrivo di Dan Peterson come allenatore. Il nuovo coach farà, innegabilmente, un buon lavoro: nel 1973 la Virtus vince la Coppa Italia e nel 1976 il settimo scudetto, in squadra Terry Driscoll, Charly Caglieris, Gianni Bertolotti, Marco Bonamico e Massimo Sacco. Con altri due scudetti, ottenuti nel 1979 e nel 1980 la squadra chiude il decennio con un bilancio innegabilmente positivo.

Virtus BolognaIl periodo più importante per Virtus è però quello degli anni novanta, che inizia con un nuovo presidente, lo storico Alfredo Cazzola, e due grandi allenatori, Bucci e Messina. Il risultato saranno tre scudetti, conquistati dal 1993 al 1995. Sono gli anni, inoltre, in cui tra le fila della Virtus si affermano altri grandi giocatori italiani: Alessandro Abbio, Augusto Binelli, Flavio Carera, Claudio Coldebella, Riccardo Morandotti, Paolo Moretti. La Virtus diventa così una realtà affermata e solida, definitivamente affermatasi a livello nazionale ed europeo.

Dal 2000, sotto la presidenza di Marco Madrigali, molti saranno i cambiamenti di direzione agonistica e diversi i risultati raggiunti. Arrivano nuovi giocatori, soprattutto stranieri, come Marko Jaric (ora in NBA a Menphis),  Matjaž Smodiš, passato poi ai rivali cittadini della Fortitudo, e Manu Ginobili (oggi anche lui in NBA, a San Antonio). Oltre agli arrivi però i tifosi virtussini devono anche sopportare un addio illustre, quello di Sasha Danilovic, re delle Vu Nere degli anni novanta, che lascia la pallacanestro.sport, Virtus Bologna

È l’inizio della stagione 2000/2001 e sebbene l'assenza del proprio leader si faccia sentire, pian piano Messina riesce a costruire un gruppo straordinario. Grazie ad una serie di trentatre partite vincenti consecutive la Virtus si aggiudica il grande slam, vincendo Coppa Italia, Scudetto ed Eurolega. È il punto più alto dei successi raggiunti dalla squadra, un'impresa mai riuscita a nessun'altra società italiana.

La stagione succesiva infatti porta in bacheca "solo" una Coppa Italia. I dissidi fra la presidenza e Messina, a causa di qualche socnfitta di troppo, conducono al divorzio di fine stagione. Il nuovo allenatore Tanjevic è chiamato così a rifondare la squadra per riportarla ai livelli del 2001. La stagione però è fallimentare. Nemmeno il cambio alla guida tecnica, con Bianchini a sostituire Tanjevic, cambia le cose. Per la prima volta nella storia la Virtus non arriva a qualificarsi ai play off scudetto. sport, Virtus BolognaIl peggio però arriva con la causa che il giocatore Bečirovič intenta contro la società per mancati pagamenti, conducendola alla radiazione dal campionato. Sarà Claudio Sabatini a salvare la società rilevandone i debiti e affiancando il marchio FuturVirtus alla società Progresso Castelmaggiore, militante in Legadue.

In questo modo anche nell'anno di esclusione la Virtus continuò ad esistere, mancando la promozione solo nella serie finale di playoff. L'anno successivo, riacquisito il nome storico di Virtus Bologna, la società ritorna in serie A.

Pian piano le Vu nere stanno tornando ai livelli di un tempo. La finale scudetto persa contro Siena nel 2007 è un ottimo primo passo. Ancora meglio la vittoria in EuroChallenge nella final four casalinga del 2009 contro Cholet, primo trofeo europeo vinto da una squadra italiana in sette anni.

La nuova stagione è iniziata in chairoscuro, con la vittoria casalinga su Montegranaro e la sconfitta di misura a Biella, ma la Virtus cercherà di mettere in difficoltà la corazzata Montepaschi Siena, che domina il campionato italiano da tre anni.

(per il materiale, si ringrazia www.virtus.it)

 

 

 

 

 

 
 
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