Bologna FC 1909

I primi passi di uno dei club storici del calcio italiano, lo squadron che tremare il mondo fa come sarebbe stato ribattezzato negli anni successivi, sono registrati dal Il Resto del Carlino del 4 ottobre 1909 che riportava la nascita di una nuova squadra sportiva, il Bologna Football Club, per le esercitazioni di sport in campo aperto. La società, nata come appendice del Circolo Turistico Bolognese, venne fondata in una birreria del centro storico, forse segnando in questo senso un destino che ha regalato ai suoi tifosi ubriacature e momenti di astemia. L’esordio ad alto livello del Bologna avvenne a spese dell’Internazionale: battere i Campioni d’Italia in carica significava acquisire il diritto ad iscriversi in Prima Categoria, nel 1910-11 il campionato di massima serie.

 Dopo la prima guerra mondiale la squadra calcistica comincerà a mietere successi e a crescere per importanza all’interno del panorama sportivo nazionale fino alla vittoria del primo scudetto.
I rossoblu bolognesi sfidano per due volte nella finale di Lega Nord calcistica i pari colori del Genoa (sfida classica di vertice in questo periodo) riuscendo ad imporsi nel 1925.
Nella finalissima nazionale contro l’Alba Roma, vincente della Lega Sud, lo scudetto approda per la prima volta a Bologna (nelle cronache sportive del tempo, termini aulici come felsinei o petroniani diventano i sinonimi della squadra cittadina).
La necessità di disporre di una struttura più ampia dove accogliere un pubblico che cresceva con la passione del calcio e con l’affermazione della compagine cittadina porta alla costruzione del nuovo Stadio del Littoriale (poi Comunale), inaugurato nel 1927 con la partita Italia-Spagna.
Dopo la vittoria del secondo scudetto nel 1929 imponendosi in finale sul Torino, la squadra bolognese può cominciare a giocare il primo campionato unico fregiandosi dello scudetto sulla maglia.
Seguono anni di crescita e grandi onori sotto la guida dell’ungherese Lelovich che aggiungerà nuove forze alla squadra e condurrà il Bologna alla conquista nel 1932 della Mitropa Cup (vinta peraltro con la semplice affermazione in finale sul First Vienna vista la squalifica delle altre semifinaliste…), replicando il successo nel 1934, questa volta a spese dell’Admira Vienna.

Nel 1934 l’approdo alla dirigenza dell’industriale reggiano Renato Dall’ara segna un periodo di gloria della squadra: è con un  goal del bolognese di nascita e di casacca Angelo Schiavio che la nazionale di calcio si laurea in quell’anno campione del mondo

L’intuito del presidente nello scegliere allenatori (Weisz e Felsner) e giocatori (Capello e Cervellati) porta ben quattro scudetti, ottenuti uno dopo l’altro tra il 1936 e il 1941 nonché la vittoria del Trofeo dell'Esposizione vinto contro il Chelsea.
Dopo alti e bassi negli anni ’50 sempre ad inseguire le compagini milanesi e torinesi, l’arrivo del trainer Fulvio Bernardini movimenta le sorti del Bologna (celebre la sua esclamazione alla fine della partita contro il Modena vinta 7-1, così si gioca solo in paradiso!).

sport, Bologna FC 1909Il 1964 è un anno emozionante per i tifosi bolognesi e coloro che l'hanno vissuto in prima persona lo ricordano con commozione. Una difesa rinforzata ed un team che gioca alla pari con le grandi portano il Bologna in testa al campionato. Un caso di doping penalizza la squadra di tre punti prima delle controanalisi che provano l’innocenza dei calciatori e permettono alla squadra di agganciare l'Inter in vetta a campionato concluso. Mentre Dall’Ara si trova a Milano per concordare con Moratti i termini dello spareggio (unico caso di finale per l’assegnazione dello scudetto che la storia del calcio italiano a girone unico ricordi) viene colto da infarto.
Il Bologna nello spareggio del 7 giugno 1964 batte l’Inter, vincendo il suo settimo e, finora, ultimo scudetto.
Tra i bolognesi in festa per tutta la notte girava una barzelletta di humour nero che immaginava alla domanda di Moratti se davvero i suoi giocatori si fossero dopati, il presidente avesse risposto Che mi prenda un colpo se è vero!. Si rise meno in città quando nell’autunno successivo il Bologna fu sconfitto in Coppa Campioni dall’Anderlecht: per decidere la vincente l’arbitro tirò un monetina!

Dopo la scomparsa di Dall’Ara inizia un periodo di grandi cambiamenti, e non tutti positivi, per la squadra: cambiano gli allenatori, fino all’arrivo di Edmondo Fabbri che porterà, nel 1974, la vittoria della Coppa Italia.
L’equilibrio precario dei successivi campionati si spezzerà definitivamente durante il campionato del 1981 – 1982, quando la squadra sarà retrocessa in serie B con solo 23 punti totalizzati, e successivamente in C1, scendendo dunque di due categorie in due anni. In quell’anno il bomber della squadra era un giovanissimo Roberto Mancini. Nel pieno della crisi la città intitolò lo stadio alla memoria di Renato Dall’Ara.

Sotto la presidenza Corioni, grazie al  “calcio champagne” di Gigi Maifredi, capace di riportare la città allo stadio durante il 1987-88, la squadra tornerà ai massimi splendori della serie A, in cui resterà fino al 1990-91. È l’inizio della crisi, definitiva, che prterà alla retrocessione in C nel 1993 e fallimento della società sportiva.

La storia del Bologna riprende con la formazione del Bologna FC 1909, con Giuseppe Gazzoni Frascara presidente. Nel 1995-1996 la squadra è nuovamente in serie A con un ingresso, per il primo anno, quasi trionfale: settimo posto in classifica, buon gioco ed eliminazione in semifinale di Coppa Italia da parte del Vicenza di Francesco Guidolin (futuro allenatore del Bologna tra il 1999 e il 2003).

L’anno seguente sarà quello dell’arrivo a sorpresa di Roberto Baggio in squadra, con un effetto salutare per l’intera formazione, che si qualificherà per le coppe europee a e presterà poi il giocatore alla nazionale per i mondiali (cosa che non capitava da anni sotto le due torri). In seguito ne raccoglieranno il testimone i nazionali Beppe Signori e Gianluca Pagliuca presenti in formazione fino al 2004.
E’ proprio in quest’anno, segnato dallo scandalo di Calciopoli, che il Bologna si ritrova di nuovo alle prese con la retrocessione.
Nonostante la buona sorte dell’allenatore Carlo Mazzone (vantava di non aver mai subito retrocessioni in carriera) e le statistiche storiche favorevoli, dopo uno spareggio il Parma si confermò nella massima divisione a spese dei rossoblù.

Nel campionato 2007-2008, alla sua terza stagione consecutiva in Serie B, sotto la guida di Daniele Arrigoni cottiene la promozione, seppur all'ultima giornata, grazie al secondo posto, ottenuto grazie ad un 1-0 al Pisa all'ultima giornata.

Il 2 agosto 2008 viene ufficializzato l'acquisto della società da parte di Renzo Menarini, socio di minoranza, che acquisisce il pacchetto di maggioranza da Alfredo Cazzola. Il Bologna è la seconda società di serie A ad essere presieduta da una donna, Francesca Menarini.

sport, Bologna FC 1909All'esordio in Serie A dopo tre anni, il 31 agosto 2008 a San Siro contro il Milan, il Bologna si impone per 2 a 1.A tale risultato positivo segue una striscia di sconfitte che porta la società all'esonero di Arrigoni. La guida tecnica viene così affidata a Sinisa Mihajlovic. Data la carenza di risultati, anche il serbo viene esonerato. Al suo posto viene chiamato Papadopulo, che ha condotto la squadra alla salvezza, ottenuta all'ultima giornata.

Per la nuova stagione, in cui si festeggerà il centenario della fondazione, il Bologna si presenta con la consapevolezza di dover lottare ancora duramente per la salvezza. Dopo otto giornate, la squadra ha racimolato solo sei punti ed è in pienazona retrocessione. Le due sconfitte consecutive con Genoa e Napoli hanno convinto i Menarini a cambiare l'allenatore, assumendo Franco Colomba, giocatore rossoblu per tanti anni a cavallo del 1980.

(per il materiale, si ringrazia www.bolognafc.it)

 

 

 

 

 
 
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