Bologna tra Mito e Storia

La nascita di Bologna affonda le sue radici nella mitologia: alcuni dicono che la sua costruzione sia dovuta a Ocno che, in fuga dall’Umbria, trovò riparo in questa zona e costruì un primo villaggio, o all’etrusco Felsino, che fondò un primo agglomerato in seguito chiamato Bononia. Fra le molte leggende che narrano la nascita della città, la più suggestiva è quella del re etrusco Fero: proveniente da Ravenna e approdato nella pianura tra i torrenti Aposa e Ravone, fece costruire un primo gruppo di capanne in quella terra sconosciuta ma fitta di vegetazione e in un'ottima posizione geografica.

Il villaggio si ampliò rapidamente attorno a un torrente, su cui venne costruito un ponte (all'altezza dell'attuale via Farini) per collegarne le due sponde. Su questo ponte Aposa, amante di Fero, venne travolta da una piena del fiume. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Da allora il torrente, che scorre ancora nel sottosuolo della città, prese il nome della donna, Aposa.

L’agglomerato crebbe velocemente, e Fero decise di proteggerlo con una cinta muraria. Durante il lavoro, in una caldissima giornata estiva, la figlia di Fero porse al padre dell'acqua a patto che venisse dato il suo nome alla città. Fero acconsentì e mantenne la promessa: il neonato agglomerato urbano si chiamò Felsina.

Questo secondo la leggenda. Secondo i dati storici, invece, la zona di Bologna è popolata fin dal IX secolo a.C., come dimostrano gli scavi archeologici già fin da metà Ottocento a Villanova, frazione di Castenaso. In questo periodo, e fino al VI secolo a.C., si può parlare di un insediamento sparso in vari nuclei, tutti situati fra il fiume Idice e il fiume Reno: ambiente più protetto, lontano dalle montagne e clima temperato.

Nel VII-VI secolo a.C. il tessuto sociale si fa più complesso e allargato, e cominciano i primi contatti con le popolazioni confinanti. Abbiamo testimonianze di un'apertura ai modelli artistici della vicina Etruria e l’equilibrio tra le diverse etnie all’interno della popolazione cambia, passando dagli umbri agli etruschi che la battezzarono definitivamente la città Felsina. Si trattò certamente di un passaggio di trasformazione graduale, e in questa età Bologna divenne un centro urbano con un ruolo importante tra gli insediamenti della Pianura Padana. Felsina occupa una superficie leggermente più ristretta di quella dei villaggi villanoviani, ma la città si dota comunque di un'area sacra, Villa Cassarini, la zona su cui sorge attualmente la facoltà di Ingegneria. Nello stesso periodo nacque anche il villaggio di Marzabotto nell'alta valle del Reno.

 
 
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