Decadenza dell’Impero e discesa dei Barbari

Fu in seguito alla morte di Alessandro Severo nel 235 d.C che Bologna attraversò un inesorabile decadimento, dovuto soprattutto alle crisi economiche e politiche legate all’imminente fine dell’Impero. A ciò bisogna aggiungere l’arrivo dei barbari, che dalla fine del III secolo in poi imperversarono sulla pianura padana. I Bolognesi, per difendersi, innalzarono una recinzione muraria che però escluse i quartiei più poveri. Le mura, costruite per volere del vescovo di Milano, erano in tutto sei, quattro delle quali muniti di una croce: Porta Ravegnana, Porta San Procolo, Porta Stiera, Porta San Cassiano (poi di San Pietro). Le croci vennero trasferite all’interno della Basilica di San Petronio solo nel 1780.

Nel 430 d.C. divenne vescovo di Bologna Petronio, figura essenziale per la storia della città felsinea e, in seguito, santo patrono della città. L’operato di Petronio comportò una migliore organizzazione della chiesa bolognese, l’allargamento della giurisdizione cittadina dal Panaro al Senio e il privilegio (ottenuto attraverso decreto) dello studio del diritto romano in via esclusiva.

L’arrivo degli Unni, capitanati da Attila, e dagli Eruli, al eguito di Odoacre, interruppe questo periodo di seconda fioritura civile. Siamo sul finire del V secolo: si prepara il tramonto dell’Impero Romano d’Occidente.

Sono anni di grande decadenza. Le scorribande dei barbari hanno ridotto quasi tutte le città Emiliano-Romagnole in ginocchio. Bologna dal 727 d.C. sarà sotto il dominio dei longobardi, governati da Re Liutprando, che si sistemeranno all’esterno delle mura, dove già erano presenti nuclei germanici nel luogo in cui sorgeva la vecchia chiesa dedicata al culto di Santo Stefano. Il tramite tra le due civiltà, quella romana e quella germanico-longobarda, di fatto sarà Porta Ravegnana.

Bologna rimase longobarda fino al 774, in cui Carlo Magno la restituì a papa Adriano I, ovvero alla Santa Sede, insieme all'Esarcato di Ravenna. Dopo la scomparsa della dinastia carolingia, verso la fine del IX secolo, Bologna fu unita al Regno d'Italia, ufficialmente nell'898 d.C.

 
 
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