L’arrivo delle truppe napoleoniche

Questo clima culturalmente molto fervido ebbe fine nel 1796, quando Napoleone entrò con le sue truppe in città. Il 19 giugno di quell’anno il sovrano francese si impossessò di Bologna dichiarando sconfitto il governo pontificio. La classe politica cittadina (che avrebbe dovuto dichiarare fedeltà alla Repubblica Cisalpina anzichè all’odiata Chiesa Romana) ne fu felice, orientandosi verso un’ottica più specificatamente europea.

Con l’arrivo della politica napoleonica la città vide dei cambiamenti drastici, soprattutto in direzione laica ed economica: molti dei privilegi del clero, ad esempio, vennero meno, in seguito al provvedimento che decretava la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei loro beni.

Il convento dei monaci Certosini fu trasformato nel cimitero di Bologna (Cimitero Monumentale della Certosa) e il monastero dell’Osservanza, sull’omonimo colle bolognese, fu acquistato da un privato e raso al suolo. Il parco della Montagnola, infine, acquisisce in questi anni la sua forma definitiva. Vennero inoltre fondati il Liceo musicale, l'Accademia delle Belle Arti, il Teatro del Corso e il Teatro Contavalli (questi ultimi oggi scomparsi, il primo a causa degli eventi bellici, il secondo per incuria), l'Arena del Sole e fu terminato il portico che porta al Santuario della Madonna di San Luca.

 
 
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