Il tramonto dell’Età Napoleonica

È ormail il 1849 quando Bologna verrà restituita alla Santa Sede. Nel 1859, con l’Unità d’Italia, si vedrà l’inizio di un nuovo processo economico, politico e sociale: con l’inaugurazione della linea ferroviaria Bologna – Ancona (1864) la città assunse un ruolo di rilievo come punto di raccordo tra nord e sud italia soprattutto riguardo agli scambi e ai percorsi commerciali. Il tessuto viario e urbanistico si arricchì di via Indipendenza e furono avviate le opere delle attuali via Farini e via Garibaldi. Venne dato inizio alla sistemazione dei Giardini Margherita, fu costruita l'attuale sede del Teatro Duse, della Banca d'Italia e completata quella della Cassa di Risparmio.

Del 1881 è il primo piano di ampliamento urbanistico, che vede l’allargarsi della città oltre le porte (fortunosamente rimaste intatte tranne che per Porta S.Isaia e Porta San Mamolo) e il restauro del Palazzo del Comune, Palazzo Re Enzo, Palazzo dei Notai e Palazzo del Podestà oltre alla chiesa di Santa Maria dei Servi e alla Basilica di San Francesco.

Dal tramonto dell’età Napoleonica in poi i cattolici ebbero sempre più potere nella gestione cittadina, collaborando comunque con i liberali. Del 1914 è l’insediamento della prima amministrazione socialista cittadina, capitanata dal sindaco Francesco Zanardi. La sua amministrazione si distinse per la tutela dei ceti medi e popolari e per il ridimensionamento del costo della vita, in un clima di grandi difficoltà economiche, mentre si avvertivano le conseguenze del primo conflitto mondiale.

 
 
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