L’arrivo del Fascismo e il Ventennio

Fu durante questa parentesi storica confusa e incerta che, il 21 novembre 1920, mentre i cittadini festeggiavano il nuovo sindaco (il comunista Enio Gnudi) i fascisti entrarono in piazza.

Si trattò di una vera e propria presa di potere, un’irruzione pubblica accompagnata dalle armi e dall’esplosione di una bomba. Fu una delle prime stragi a sfondo politico che la città ricordi, e gli avvenimenti ebbero eco nazionale. Con l’insediamento definitivo del governo fascista alcuni militanti comunisti vennero condannati già nel 1923. Bologna fu da sempre antifascista, e vide nell’attentato a Benito Mussolini (1926) la manifestazione più eclatante di questa inclinazione politica.

Durante il Ventennio, comunque, molti furono i cambiamenti, soprattutto a livello urbanistico: venne costruito il Littoriale (oggi Stadio "Renato Dall'Ara"), si ampliò il policlinico Sant'Orsola, si costruirono gli Istituti Universitari di via Belmeloro ed Irnerio, la Facoltà di Ingegneria, il Liceo Scientifico A.Righi, la sistemazione dell'attuale via Marconi, il villaggio della Rivoluzione Fascista, attuale via Bandiera.

 
 
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