Dal secondo dopoguerra ad oggi

All’indomani del 1945, con la fine del Ventennio e la vittoria della Seconda guerra mondiale da parte degli alleati, Bologna è in ginocchio: la maggior parte delle industrie è stata rasa al suolo, le reti di servizi (idrica, del gas, fognaria, elettrica) gravemente danneggiate, e una percentuale molto alta degli edifici e delle strade cittadine erano stati completamente distrutti o gravemente compromessi.

Il 21 aprile 1945 Giuseppe Dozza venne nominato sindaco dal Comitato di Liberazione Nazionale e riconfermato per vent'anni dai cittadini bolognesi. Grazie anche alla sua amministrazione la ripresa fu immediata e imponente: il nuovo sindaco si impegnò a fondo in ambito edilizio - soprattutto nella ricostruzione dei numerosi edifici monumentali danneggiati e nella realizzazione di piani urbanistici per l'edilizia popolare. All’inizio degli anni Sessanta fu costruita la prima tangenziale d'Italia; nel 1968 prese avvio il piano Tange, la costruzione di un intero quartiere fieristico e commerciale di cui fu incaricato il famoso architetto giapponese Kenzo Tange. Nacquero così il Quartiere fieristico e la Città degli affari, rappresentati dalle nuove torri fuori Porta Mascarella. Sulla scia di un boom economico che fece di Bologna una delle prime città italiane in campo economico, si ampliò l'aeroporto, dal 2004 scalo intercontinentale.

Dalla fine del secondo conflitto mondiale, comunque, Bologna ha sempre mantenuto il soprannome di Bologna La Rossa, città fieramente e radicalmente di sinistra. Anche per questo durante gli anni Settanta (gli Anni di Piombo della politica italiana) il clima si surriscalda, e molte sono le proteste di piazza, organizzate soprattutto dagli studenti universitari. L’inasprirsi di questo clima teso e carico di insoddisfazione provoca, l’11 marzo 1977, durante una dimostrazione, l’uccizione dello studente Francesco Lorusso. Il fatto provoca una forte ondata di sdegno, che presto sfocerà in tumulti e manifestazioni non più pacifiche, tanto da rendere necessario l’invio di mezzi militari (voluti dall’allora Ministro degli Interni Francesco Cossiga) per placare le folle.

All’interno di questo clima politico teso e pericoloso avrà luogo il più grave atto terroristico mai registrato in Italia: è la Strage di Bologna del 2 agosto 1980. L’esplosione di una bomba all’interno della sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale provocò 87 vittime e quasi 200 feriti. I mandanti, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, fanno parte di uno dei più pericolosi gruppi terroristici di destra e hanno alle spalle diversi omicidi, tutti a sfondo politico e tutti chiaramente ammessi. Condannati nel 1994 all’ergastolo per una lunga serie di reati, negheranno comunque di aver mai partecipato alla strage del 2 agosto.

 
 
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