Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Draquila - L'Italia che trema

Regia: Sabina Guzzanti
Cast: Sabina Guzzanti
Genere: Documentario
Durata: 98 min.
Italia, 2010

La Guzzanti contro Silvio il Vampiro

6 aprile 2009, L'Aquila è distrutta da un violento teremoto. Un disastro comunque senz'altro provvidenziale per Silvio Berlusconi che proprio in quel momento, fa notare puntualmente la Guzzanti, era in crisi di popolarità. Ma tesi fondamentale del documentario, il fatto che la protezione civile, condotta da Guido Bertolaso, sia stata una sorta di "braccio armato del governo". Una organizzazione che doveva diventare una sorta di Spa capace di ottenere, come ha fatto grazie a normative straordinarie estranee alle leggi ordinarie, commesse e dunque denaro dovunque fosse possibile. E questo anche da eventi che non hanno nulla di straordinario come appunto i mondiali di nuoto o alcune visite pastorali di Benedetto XVI in alcune città italiane. Ma neanche la sinistra e il Pd ne escono meglio. Si vede all'Aquila una tenda del partito, eternamente vuota, dove stazionano solo alcune sedie e un panino appena morso. E anche alcuni aderenti al Pd che, sconsolati al microfono, dicono come sia impossibile fare opposizione. Il documentario parte con due gaffe: quella di Marcello dell'Utri che in una intervista si fa sfuggire "sono mafioso" e quella recente di Berlusconi che afferma come abbia speso "200 milioni di euro per giudice e avvocati". Poi arrivano tutta una serie di interviste ad abitanti dell'Aquila tra cui, molte, del tutto positive nei confronti del premier che ha dato loro una casa con tanto di spumante nel frigorifero. Tra gli aspetti in cui si dilunga il documentario è l'isolamento dei campi di accoglienza allestiti dalla protezione civile in Abruzzo dove ci sono sì i televisori, ma arrivano poi anche ordinanze punitive quanto inspiegabili come non si può bere né caffé né Coca cola. E soprattutto, come si vede nel filmato, non si può comunicare più di tanto con l'esterno. Il film si conclude con un messaggio che preannuncia come Silvio Berlusconi rimarrà ancora sulla scena politica italiana per molto tempo. "Non pensate - dice un signore alla fine di Draquila - che una persona che si può considerare completamente vuota e incapace alla fine cada, non è così. Berlusconi è una persona che dura".

Abbandonati i toni della satira la Guzzanti sposa quelli del giornalismo d'inchiesta, alla Michael Moore, per intenderci. Non lasciatevi dunque fuorviare dall'ironia del titolo: il film che arriverà venerdì nelle sale e che avrà un posto speciale al prossimo Festival di Cannes, dove troveranno inevitabilmente spazio anche dibattiti e polemiche, è «una feroce inchiesta sul potere di pochi e la rassegnazione di tanti, sulla propaganda e la bolla speculativa post sisma, sui media e le menzogne, sulla censura e la colpevole assenza dell'opposizione».

Draquila parte all'indomani del terremoto e del G8 quando la Guzzanti arriva a L'Aquila con una piccola troupe di tre donne e una camera digitale, senza sapere esattamente cosa troverà. Dopo un anno di lavoro, 700 ore di girato, centinaia di interviste e colloqui, dati, statistiche, documenti ufficiali, la regista sostiene con il suo lavoro la seguente tesi: «L'Aquila è un esperimento per testare, in un microcosmo facilmente controllabile e militarizzato, come si possano violare i diritti civili e i principi costituzionali senza che nessuno se ne accorga. E mentre pochi protestano indignati e tanti gridano al miracolo Berlusconi per le case ricevute a tempo di record (case che poi dovranno rendere con tutto quello che c'è dentro, scopa compresa; case nelle quali è proibito persino piantare chiodi per appendere quadri), la tenda del Pd resta vuota e gli urbanisti delle newtown sognano di sostituire centri commerciali ai centri storici».

Al Cinema:

Rialto 1 - Via Rialto, 19 - 051 227926 -
Orari: 16:30 18:30 20:30 22:30