Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Joe Letteri al Future Film Festival

cinema, future film festival: Incontro a Bologna con Joe Letteri

Grande fermento al Future Film Festival per l'appuntamento con il "making of" del kolossal di James Cameron Avatar. A Palazzo Re Enzo, una Sala del Quadrante gremita ha accolto il visual effects supervisor Joe Letteri e numerose immagini della lavorazione del film. Il materiale della Weta Digital, presentato in prima mondiale al festival bolognese, ha affascinato i presenti tanto da meritare numerose ondate di applausi non previste.

In poco più di novanta minuti il pubblico è stato immerso nelle tappe della lavorazione dell'immagine che dalla recitazione degli attori registrata in Motion Capture ha portato al risultato sintetico finale.

cinema, future film festival: Incontro a Bologna con Joe LetteriScopo dichiarato di Cameron è stato quello di riuscire a unire definitivamente la ripresa live action e l'effetto visivo. Per fare ciò ogni attore indossava, oltre alle consuete tute piene di sensori, un casco dotato di videocamera puntata sul volto, a sua volta truccato con una trentina di punti colorati a fare da riferimento per la registrazione delle espressioni facciali. Ciò che il regista poteva vedere sullo schermo, in diretta mentre gli attori interpretavano i loro personaggi su sfondo blu, era già una prima versione in bassa risoluzione della traduzione digitale delle loro performance. Ciò ha permesso a Cameron di comporre l'inquadratura in modo molto più efficace.

In seguito poi, grazie al Facial Animation Puppet, ogni aspetto dell'espressione facciale di un attore veniva tradotto in valori numerici da riportare su questo modello digitale, riproducendo nella fisionomia sintetica dei Na'vi le stesse contrazioni dei muscoli facciali registrate dagli attori in carne e ossa. Altri due passaggi di affinamento dell'immagine sono stati poi mostrati per esemplificarne l'evoluzione, uno in cui i personaggi vengono raffinati e un secondo in cui vengono inseriti nello sfondo precedentemente realizzato, creando così l'immagine finale.

Dopo questa introduzione tecnica Letteri è passato a parlare della creazione di ogni singolo aspetto di Pandora, raccontandone la genesi dai bozzetti del regista e da diverse tavole di concept art.

cinema, future film festival: Incontro a Bologna con Joe LetteriLa flora ad esempio, ideata tenendo presenti anche alcune fotografie del mondo reale, si compone di centinaia di diverse piante, con diversi colori per ognuna di esse. Notevoli le immagini della lavorazione di uno degli sfondi della giungla di Pandora, in cui un numero elevatissimo di piante vengono collocate nella profondità dell'immagine creando un perfetto intrico verde, di cui ogni centimetro appartiene ad un elemento completo anche se magari quasi completamente invisibile perché coperto dagli altri.

Fondamentale per quanto riguarda la fauna l'idea di bioluminescenza, tratta da Cameron dai fondali marini, che caratterizza gran parte delle creature. Lo studio sulla luce infatti è stato uno dei più importanti nella lavorazione del film, in cui ogni oggetto riconosce gli altri e genera una reazione più che realistica alla sua interazione con essi e con la fonte luminosa. Grande attenzione è stata dedicata anche alla creazione digitale dell'acqua, troppe infatti le difficoltà a riprendere quella vera in stereoscopia, di cui si dovevano calcolare innanzitutto velocità e volume.

Per quanto riguarda invece la fauna, per ognuna delle creature di Avatar sono stati eseguiti studi comportamentali per giungere a movimenti perfetti, cercando di ricreare in profondità la struttura muscolare e non solo il movimento. Ciò è stato fatto anche e soprattutto nella creazione dei Na'vi, sorta di ibrido umano/felino e vera e propria sfida per la Weta Digital, in grado alla fine di generare delle creature davvero perfette, nel senso di molto vicine all'imperfezione biologica di un essere vivente. Muscoli che si contraggono, non volumi che si gonfiano e si sgonfiano, occhi che rifraggono la luce ed espressioni facciali minuziosamente ricreate dagli originali umani sono i punti chiave di tale successo.

cinema, future film festival: Incontro a Bologna con Joe LetteriIn conclusione Letteri ha risposto ad alcune domande del pubblico, chiarendo alcuni procedimenti tecnici e addentrandosi in questioni più generali sulle metodologie di lavoro di James Cameron e su alcune delle polemiche legate all'eccessiva digitalizzazione del cinema.

Innanzitutto la scelta della stereoscopia come metodo di ripresa. Il 3D ottenuto grazie al Reality Camera System (semplificando, il film viene ripreso con due videocamere che fanno le veci dei nostri occhi; le immagini sovrapposte generano la stereoscopia) sviluppato dallo stesso Cameron, non ha precedenti ed è figlio di dieci anni di esperienza documentaria dello stesso regista.

Poi la riconferma dell'importanza dell'attore in carne e ossa, non sostituibile del tutto dal suo doppio digitale. Ogni personaggio Na'vi infatti mantiene molte delle caratteristiche del proprio corrispettivo umano, non solo a livello estetico ma anche comportamentale ed espressivo, proprio grazie all'elevato livello delle tecnologie utilizzate nel film.

L'intervento di Joe Letteri, vero e proprio evento del Future Film Festival, ha richiamato il pubblico delle grandi occasioni, confermando se ce ne fosse ancora bisogno, il grande successo di Avatar, fenomeno in grado di affascinare ogni tipo di pubblico, dal ragazzino all'appassionato di cinema, fino al al modellatore 3D e al tecnico di ripresa.

Mauro Salvador