Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

Ristorante Grassilli

Ristorante Grassilli a Bologna
SCHEDA
Zona:
Via dal Luzzo, 3 - Bologna
Telefono:
(+39) 051 222961
Target:
Alto

Cucina locale e internazionale

25 coperti all'interno 20 all'esterno in stagione

2 interne e tavolini all'esterno in stagione
Bus:
14, 19 e 27

Custodi di una tradizione petroniana, rivisitata con gusto.

Lo chef Jacques Durussel ha rilevato nel 1996 una delle insegne più note della ristorazione cittadina: il Ristorante Grassilli. A questo lo legava la sua attività di guida della cucina fin dal 1979. Il menù ne segue l'origine francofona, ripercorrendo sostanzialmente due filoni: la classica cucina bolognese del territorio abbinata ad un'attenta cucina internazionale. Questa doppia offerta lo ha fatto conoscere anche ai turisti stranieri che ne apprezzano la varietà della proposta.

Si parte da una ampia scelta di paste fatte esclusivamente in casa, arrivando ai secondi di carne, arrosti e cotolette. Preferite la viennese o la più ricca bolognese? All'imbarazzo della scelta si aggiunge un ulteriore spunto. Una lavagna offre ogni giorno le proposte stagionali, non contenute nel menù. Anche l'habituè viene accolto da sorprese in linea con il gusto.

Si resta affascinati dalla storia di questo locale che nasce nel 1944 e si è mantenuto fedele nel tempo. L'interesse del titolare è di rinnovare la tradizione, proponendola oggi ad un pubblico giovane che ha imparato ad apprezzare la sua cucina e la sua cantina. Un'offerta di etichette italiane di alto livello, con una forte marcatura sui vini regionali.

Nel locale si ritrovano anche gli amanti della cucina locale che lo vedono come un custode della tradizione petroniana. La passione per la cucina di Francesco Grassilli, lo aveva portato ad aprire questo piccolo locale a pochi passi dalle due torri, nella prima via che congiunge Santo Stefano a Strada Maggiore.

In questa prima fase il locale costituiva una sorta di zona franca. Repubblichini e partigiani finivano per pranzare gomito a gomito, fingendo di ignorare la presenza gli uni degli altri. Le pistole erano nascoste sotto i tovaglioli e, consumate le pietanze, tutti uscivano con molta circospezione. Fu anche chiuso perchè vi si servivano pietanze che le leggi di guerra impedivano di vendere.

La pace porta anche l'affermazione del locale. Negli anni '50 e '60 del secolo scorso diventa un ritrovo di artisti, soprattutto di cantanti lirici. Non era solo il ristorante dove rilassarsi dopo lo spettacolo, ma un vero è proprio luogo di incontro, un cenacolo dove nascevano progetti artistici. A testimonianza le pareti offrono al visitatore un ricco corredo di foto autografate che possono ricordare tutte le personalità che lo hanno frequentato e ne hanno apprezzato i piatti. Beniamino Gigli e Luciano Pavarotti, ad esempio, distanti nel tempo ma uniti dalla cucina del Grassilli.

Il ristorante oggi è inserito a pieno titolo nell'elenco delle botteghe storiche di Bologna.

Anche chi non conoscesse la storia di Grassilli, resterebbe soddisfatto per l'ambiente raccolto ed elegante che lo accoglie e per la cura del servizio che riconosce. Appena la stagione lo consente, le due sale si aprono al pavè di via dal Luzzo, facendolo sembrare con i suoi tavolini di ferro battuto un locale di Parigi. I francesi lo definirebbero con una parola: soignè.