Eventi a Bologna con il Progetto Mambo

VirtualBologna incontra Sabrina Salerno

Musica e concerti a Bologna: VirtualBologna incontra Sabrina Salerno

"Cerco un centro di gravità permanente".

L'Estragon e i suoi anni 80. Quando ti avvicini ad un personaggio come Sabrina Salerno hai negli occhi ancora le immagini del video di Boys boys boys e ti aspetti di trovarla in piscina, circondata da ombrelloni e palloni colorati... Ad aprirci le porte del suo camerino dell'Estragon troviamo, invece, una splendida donna che fa dimenticare la pin up adolescente da Festivalbar.
VirtualBologna parte proprio dalla cantante anni '80 che Lidia Ravera aveva intervistato e che Milo Manara aveva disegnato. Due fotografie, una impietosa, l'altra sognante, dell'apice di una carriera internazionale.

"Mi divide da quella Sabrina un percorso di maturazione e miglioramento. Rispetto ad allora ho capito quali fossero davvero le mie esigenze. Nel bene e nel male, ho compiuto un lavoro su me stessa e ora credo di conoscermi. Diciamo che dentro sono più serena, fuori - dice sorridendo e canticchiando - cerco un centro di gravità permanente".

Indubbiamente da quello che emergeva dall'intervista della Ravera sembravi drogata dal successo.

"Forse il successo è meglio viverlo in età più adulta. Leggendo in questi giorni un'intervista a Robbie Williams mi sono riconosciuta in quello che diceva. Il successo ha una doppia faccia: bellissimo, ma devastante. La cosa che mi accomuna a lui è averlo sperimentato in un'età delicata per affrontare il mondo dei grandi".

La tua carriera artistica è stata trasversale. Sei partita dalla televisione commerciale (la vediamo un po' irrigidirsi) per approdare alla canzone e poi al cinema. Da ultimo il teatro. Un'artista che ha sperimentato scene così diverse ha ancora paura di esibirsi?

"Il teatro è quello che mi fa più paura. Ed è anche quello che mi ha dato più soddisfazioni. Io sono partita come una dicasettenne belloccia, senza arte nè parte. Sebbene il grande pubblico non mi conosca per questo aspetto della mia carriera, è sul palco dei teatri che ho regalato la mie prove migliori".

Un esempio?

"Nel musical Emozioni dovevo cantare E penso a te di Battisti e Amor mio di Mina. In una parola ero terrorizzata. "Tu mi rovinerai", ripetevo in quel periodo al mio manager... Poi mi accadde una cosa strana. Iniziavo a vedere la gente che si commuoveva a teatro mentre cantavo. Pensavo che fosse raffreddata: un'epidemia. Mi sono volute tante serate per rendermi conto che come artista riuscivo a convincere il pubblico. E a seguire è arrivata la critica. Tanti hanno confessato di aver cambiato idea su di me".

Potere del teatro?

"Il teatro è cosi. Un palestra di vita dove o ci sei o la gente ti ammazza".

Sicuramente resti una cantante. E soprattutto una delle poche italiane conosciute in tutto il mondo.

"Onestamente ho imparato a fregarmene di questo. Ora so chi sono e chi valgo, a prescindere dal fatto di essere conosciuta. Mi dispiace aver rinunciato al teatro, ma non mi dispiace averlo fatto per stare più vicino a mio figlio e a mio marito".

Ti riportiamo ancora alla canzone visto che il tuo prossimo progetto musicale ti vedrà duettare con Samantha Fox. Cosa vorresti raccontare a proposito?

"Prima non ho detto nulla della televisione, ma con questa domanda posso spiegarti quanto, a mio parere, i media siano un grande bluff. Si parlava di noi come di due star della musica pop in perenne competizione. Tutti mi chiedevano cosa ne pensassi della mia rivale e si aspettavano che io la demolissi. Direi fino a pochi mesi fa. Invece era la stessa stampa ad aver costruito questo duello a distanza, tra me e Samantha, che non era reale".

Beh qualche cosa a distanza a suo tempo ve la siete detta...

"Entrambe in quel momento abbiamo cavalcato l'onda. L'onda dei media che comunicano quello che intendono comunicare".

Insomma un mito da sfatare.

"Assolutamente! La conoscenza reciproca ha portato amicizia, innanzitutto, e stima. Avremmo voluto lavorare insieme già quando avevamo vent'anni... poi il mio manager e tante altre situazioni non ci facevano incontrare. Ma era destino che questo progetto avesse prima o poi una  nascita".

Quindi attendiamo questa "Call me" a due voci. Qualche anticipazione sul video di cui sul web si parla già tanto?

"Il video, lo vedrete, è molto grafico. La scelta del brano dei Blondie deriva dal fatto che entrambe siamo appassionate di Debbie Harry. Lei è stata la vera star di tendenza, ben prima di Madonna".

Insomma due idoli della seconda metà anni 80 che ne ripropongono gli inizi.

"Corsi e ricorsi. Magari facciamo conoscere Call me ai giovani di oggi. Avrò avuto dodici anni la prima volta che l'ho sentita".

Senti abbiamo sfatato il mito della inimicizia tra te e la Fox. E il mito della bomba sexy?

"Sono l'opposto di quello che appaio".

Allora cosa diciamo agli italiani che, a detta dei sondaggi, aspettano un tuo calendario.

"Per me il fattore fisico conta quanto i muscoli possono contare per un calciatore. E' importante averli, ma non credo che si possa segnare senza energia. E di energia ne metto sempre tanta in quello che faccio. Per il resto posso assicurare di essere timida ed introversa. Se avessi mai dato l'impressione di sicurezza, sappiate che lo facevo per nascondere la mia vera natura".

Che forse oggi ti puoi permettere di mostrare.

"Nulla accade per caso. Intanto sono sempre alla ricerca, come ho detto, del mio centro di gravità permanente. Mi piace mettere sempre dei punti interrogativi ai miei pensieri".

A proposito di punti interrogativi, se diciamo Bologna? Cosa ti viene in mente?

"Il mio primo Motor Show. Molti pensano che il mio primo grande bagno di folla sia stato in Spagna. Vi rivelo, invece, che è stato proprio qui. A Bologna. Ero reduce da Premiatissima. Mi ricordo benissimo come ero vestita: un body in pelle con le borchie bianche e gli stivali. Mi hanno caricato sulla moto di non so quale campione del momento e sono stata gettata in una mischia di ragazzini. Una pioggia di autografi che allora firmavo - ride - "Da Salerno, con amore".

Dopo questo aneddoto bolognese non possiamo che rivolgerti l'abituale quesito di VirtualBologna: tortellini o tagliatelle?

"Tortellino... in brodo. - Sorride - Sai sono una persona semplicissima".

Fare o non fare determinate domande? VirtualBologna prova a ricordare con Sabrina un artista della scena bolognese, cui la cantante era legata da un sodalizio artistico e da una profonda amicizia: Massimo Riva, leader della Steve Rogers Band. La voce della Salerno si fa più lenta, lo sguardo si perde nel vuoto.

"Sono giorni che penso a lui e vorrei trovare un modo di ricordarlo concretamente, anche sul mio sito".

Indubbiamente conveniamo che di lui si parli poco, oggi, a dieci anni dalla sua scomparsa.

"Massimo era una persona... con cui ho lavorato. Insieme - Sabrina vorrebbe dire e non dire - Mi ricordo di tante canzoni. Aveva firmato anche Palpito d'amore (n.d.r. presente all'interno del suo disco Maschio dove sei) che ora credo di poter dire, senza fargli un torto, che era di Vasco Rossi. Cosa altro posso dire? Un grandissimo artista che ha fatto un percorso di vita che lo ha progressivamente allontanato dal mondo".

Capiamo di aver toccato un affetto e non vorremmo proseguire. I suoi occhi lucidi vanno verso il pianto...

"Ascoltate Sangue nervoso e capirete chi era Massimo. Ancora oggi non riesco ad accettare il fatto che sia morto. Quando una persona ha un male di vivere..."

Ci lanciamo con lei a ripercorrere tanti aspetti della vita di Riva. Per noi un artista, per lei un amico.

Insomma siamo riusciti a fare commuovere il nostro idolo di gioventù proprio mentre veniamo incalzati dal suo staff, perchè si avvicina l'inizio dello show. VirtualBologna cerca di riparare ricordando alla Salerno, nata il 15 marzo, che le stelle del 2009 premiano i pesci.

"Vi prego ditemi che saturno si leva di mezzo".

Arriva Giove pianeta che favorisce il lavoro.

"Allora Samantha ed io piazziamo Call me in classifica".

Musica e concerti a Bologna: VirtualBologna incontra Sabrina SalernoCi mescoliamo al pubblico dell'Estragon, composto in buona parte da universitari che conoscono le canzoni di Sabrina, più tramite il revival anni ottanta di oggi che dai ricordi. My chico, All of me, Gringo, Like a yo - yo, Sexy Girl, Siamo donne e l'immancabile Boys, boys, boys. Prima dell'ultimo brano ecco il ricordo di Massimo Riva, condiviso con la platea bolognese. Parte Erase rewind.

Cancellare il ricordo e tornare indietro non si può, quando viene da Salerno, con amore.