Via dell'Osservanza fino a Villa Aldini

Osservanza aldini

Via Dell'Osservanza, una trasversale di Via San Mamolo, rimane una delle vie più panoramiche e mozzafiato di Bologna. Ripidissima per i canoni felsinei, questa strada si arrampica sui primi colli emiliani fino a raggiungere e superare la splendida Villa Aldini.

Si narra che Napoleone Bonaparte, nel giugno del 1805, raggiunto a cavallo il colle di San Benedetto, esclamasse, alludendo al panorama: "C'est superbe!". Antonio Aldini, che era suo ministro, non perse tempo e in pochi anni - fra il 1811 e il 1816 - fece costruire sul posto una magnifica villa per il suo imperatore che però... non vi mise mai piede.

La vista, comunque, è stupenda. Progettata da Giuseppe Naldi per essere il più importante edificio neoclassico di Bologna, la villa sfrutta la posizione dominante del colle ispirandosi ai templi greci che dominavano le acropoli creando un forte effetto scenografico.

I tre lati della villa  si elevano su di un alto basamento, e sono praticamente visibili da tutta la città. La facciata principale è sormontata da un grande timpano ornato da un bassorilievo del 1815, opera dello scultore bolognese Giacomo De Maria (1762 - 1838), amico e seguace di Antonio Canova. Soggetto del fregio è una maestosa rappresentazione dell'Olimpo, al cui centro spicca la figura di Zeus, attorniato dalle altre divinità.

Nel 1816, la caduta di Napoleone coincise con la rovina dell'Aldini. La maestosa villa fu quindi abbandonata, non raggiungendo mai la completezza della decorazione e l'uso per il quale era stata costruita.

Qualche curiosità...

Sul retro dell'edificio, dopo il restauro condotto da Guido Zucchini nel 1939, si possono scorgere gli ultimi resti dell'antichissima chiesa di Santa Maria del Monte, che fu un eremo femminile. La chiesetta fu abbattuta proprio per costruire Villa Aldini.

L'edificio nel 1831 fu venduto per soli 3.600 scudi ad un privato, Giacomo Bertocchi, che avrebbe voluto abbatterlo per ricavarne materiale da costruzione. Si salvò grazie alla presenza della chiesa di Santa Maria del Monte, per la conservazione della quale si formò una Pia Unione dei Devoti della Madonna del Monte che, insieme al Comune, riacquistò la villa per 6.530 scudi, con l'intenzione di recuperarla come edificio di culto.

 

 

 
 
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