I giardini Margherita

giardini margherita

I Giardini Margherita sono il principale parco di Bologna. Grazie ai viali alberati, al boschetto di querce e al laghetto che li caratterizzano, ospitano da più di un secolo il tradizionale passeggio dei bolognesi. I giardini, realizzati verso la fine dell'800 su progetto del conte Emanuele di Sambuy, furono creati per offrire ai Bolognesi un luogo di ristoro lontano dai ritmi incalzanti della città. Il progettista decise di dare un forte impatto visivo, molto suggestivo, ancora oggi praticamente inalterato nelle sue linee essenziali; ottenuto attraverso armonie o contrasti del fogliame e delle piante in cui predominano le specie caducifoglie e autoctone. Vi si riconoscono tigli, querce, tassi, cedri, importanti esemplari di platani, pini, ippocastani, magnolie disposti in gruppi che si aprono su ampi spazi all'interno di un tracciato costituito da viali principali e secondari di notevole suggestione.

I Giardini completati vennero intitolati in onore della Regina Margherita, che aveva visitato la città nel 1878. Durante i lavori di costruzione del parco venne alla luce una vastissima necropoli etrusca, ricchissima di reperti, oggi conservati al Museo Civico Archeologico di Bologna. Due delle tombe rinvenute furono poi ricostruite all'interno dei giardini.

Ancora oggi, specialmente quando il sole fa capolino, intere famiglie si riversano in questo incantevole "polmone verde" della città, reso ancor più gradevole da un un animato Chalet che si specchia proprio sul laghetto. Lo Chalet, alla sera, si trasforma in discoteca e diventa meta di molti giovani.

Qualche curiosità...

Fino ai primi anni ottanta, all'interno del parco c' era anche un piccolo zoo: una gabbia con due leoni e un grande recinto con cerbiatti e caprette, al posto dei quali è stata effettuata la ricostruzione di una capanna villanoviana utilizzata a scopo didattico nelle gite scolastiche.

Nel 1988 i Giardini sono stati utilizzati come area di atterraggio, in occasione della visita a Bologna del Pontefice Giovanni Paolo II per il nono centenario dell'Università.

Silvia Macchiavelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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