Basilica di San Domenico

san domenico

San Domenico è una delle maggiori chiese di Bologna nonchè sede principale dell'ordine Domenicano. Al suo interno sono conservate, nella meravigliosa Arca di San Domenico (opera di artisti del calibro di Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio e alcuni contributi di Niccolò dell'Arca e di Michelangelo), le spoglie mortali di San Domenico, fondatore dell'ordine religioso dei Frati Predicatori.  

Giunto a Bologna, San Domenico di Guzman si stabilì nel 1219 nel convento di San Nicolò delle Vigne (lo stesso luogo dove ora sorge la basilica domenicana). A Bologna, l'eloquenza del decano Reginaldo d'Orléans a favore del nuovo ordine stimolò un vasto seguito di seguaci e adepti, tant'è che ricevettero notevoli donazioni. Reginaldo avrebbe voluto accettare, ma Domenico le rifiutò, rimanendo in linea con i suoi principi per i quali  i suoi confratelli non dovevano avere proprietà ma vivere di sola elemosina. Proprio nella nostra città Domenico, tra il 1220 ed il 1221, presiedette personalmente ai primi due capitoli generali destinati a precisare gli elementi fondamentali dell'ordine.

La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1221, subito dopo la morte del Santo, e fu completata verso il 1233.

Composta oggi da tre navate, numerose cappelle laterali, un transetto e un coro, la Basilica di San Domenico subì nel tempo varie modifiche. Il nucleo originale era composto di due parti distinte separate da un tramezzo, in cui era ospitato il Coro ligneo di Damiano da Bergamo. Nel '300 si aggiunsero alcune cappelle e  nel 1313 venne edificata la torre campanaria in stile gotico. Intorno alla metà del XV secolo fu costruita la cappella Guidotti, in cui furono sepolti due grandi pittori bolognesi come Guido Reni ed Elisabetta Sirani. Nel '500 si aggiunsero ulteriorif cappelle, tra le quali segnaliamo la rinascimentale cappella Ghisilardi, progettata dall'architetto-pittore Baldassarre Peruzzi. Nel '600 fu eliminato il tramezzo che divideva le due parti della chiesa, e il coro ligneo fu spostato dietro all'altare maggiore.

Tra il 1728 e il 1732, l'edificio fu rimaneggiato dall'architetto Carlo Francesco Dotti, che ne diede la versione attuale. L'architetto Raffaele Faccioli, nel 1910, per restituire l'originario aspetto romanico, fece demolire un portico settecentesco che oscurava la vista del rosone del '200.

All'interno della Basilica si conservano inestimabili opere d'arte fra cui dipinti del Guercino (S.Tommaso), di Luca Cambiaso (Natività), di Filippino Lippi (Sposalizio mistico di S.Caterina), di Lodovico Carracci (S.Raimondo), di Giunta Pisano (Crocifisso). Di straordinaria bellezza è la cappella di S.Domenico con la splendida arca marmorea che ne custodisce le spoglie. Degna di nota è anche la decorazione pittorica della cappella (la Glorificazione di S.Domenico nel catino è di Guido Reni).

Nello spazio antistante alla Basilica si apre la suggestiva piazza San Domenico, pavimentata in ciottoli di fiume, originariamente separata dall strada da un muro. In essa si radunavano grandi folle per ascoltare le prediche dei frati. Nella parte posteriore della piazza è presente una colonna in pietre e bronzo, opera di Guido Reni (Madonna del Rosario, 1632), che commemora la fine della epidemia di peste che in quegli anni afflisse la città, mentre nella parte anteriore si eleva la colonna con la statua di San Domenico.

Molto caratteristiche sono le tombe dei glossatori Rolandino de' Passeggeri (1305) ed Egidio Foscherari (1289). Analoghe tombe si trovano in un'altra piazza bolognese, adiacente alla chiesa di San Francesco.

 

Qualche curiosità...

La Basilica custodisce l'organo su cui Wolfgang Amadeus Mozart studiò nel periodo in cui fu ospite a Bologna come allievo di padre Martini per sostenere l'esame per l'aggregazione all'Accademia Filarmonica di Bologna.

La Basilica di San Domenico di Bologna è diventata il prototipo di numerose chiese domenicane nel mondo.

Silvia Macchiavelli

 

 

 

 

 
 
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