Scorci del Canale delle Moline

reno

La vista del canale delle Moline, sublimata dalla finestrella che vi si affaccia in via Piella, è una delle più suggestive della città.

Tanto più dal momento che ne svela un lato per molti inimmaginabile: Bologna infatti è una città sull'acqua, attraversata dal torrente Aposa e da una fittissima rete di canali artificiali creata a partire dal XII secolo sia a scopo difensivo, sia per rifornire la popolazione, sia per usi industriali (alimentare i mulini a grano e quelli degli opifici). La loro copertura avvenne a partire dagli anni '50 sotto l'amministrazione Dozza, nell'ambito del progetto di ricostruzione, bonifica e riqualificazione urbanistica seguito alla Seconda Guerra Mondiale, che interessò tutta l'area cittadina e le diede l'attuale aspetto.

In questa rete d'acque il canale di Reno, originato nel XII secolo dalla chiusa di Casalecchio sull'omonimo fiume (il decimo d'Italia) ad opera di privati cittadini, era uno dei pù importanti: dai ramsiani (i possessori delle acque del fiume) il Comune acquistò il diritto di derivare l'acqua della chiusa, con lo scopo di alimentare buona parte degli altri canali cittadini. Esso entra in città da ovest, nei pressi de La Grada per proseguire lungo via della Grada e via Riva di Reno, per poi dividersi in due rami, il canale delle Moline e il canale di Cavaticcio, che si ricongiungono al Navile, mescolando le loro acque con il Savena e con l'Aposa, da dove un tempo le imbarcazioni potevano giungere fino all'Adriatico.

Il canale delle Moline, che con i suoi 9 salti di quota alimentava 15 mulini da grano, si forma all'inizio di via Marconi, verso est lungo via Riva di Reno, continua parallelo a via Augusto Righi fino a deviare a nord lungo via Capo di Lucca, da cui si dirige oltre i viali (le antiche mura) per andare a immettersi nel Navile.
E' quasi tutto coperto, tranne nei piccoli tratti visibili dalla finestrella e da un giardino pensile in via Capo di Lucca.

Qualche curiosità...

A seguito del rinnovato interesse che la Bologna d'acque ha suscitato negli ultimi anni, non solo sono stati ripristinati gli affacci su questo canale, ma se ne è fatto l'evocativo percorso dell'Urban rafting, una passeggiata notturna in cui lasciarsi trasportare dalla corrente, mentre si ascoltano curiosità e aneddoti sull'antica Bologna, provando a immaginare come doveva essere al tempo in cui vi si affacciavano gli antichi filatoi e le lavandaie attendevano alle loro fatiche immerse nell'acqua fino alle ginocchia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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