L'Arena è tuttta per Cesare Cremonini

Cesare Cremonini Sabrina Salerno credevo che la vita fosse come il Festivalbar Alberto Andreoli

Verona o Biarrtiz: incontrarsi è una scommessa d'amore.

Trovarsi al posto giusto, nel momento giusto. O piuttosto arrivare tardi, perdere l'occasione non riuscire ad incontrare quella persona. Come in tutti gli intrecci della vita, sfioriamo quotidianamente gente di cui ignoriamo l'esistenza. L'aspetto esteriore, l'abbigliamento, un particolare fuori dal comune possono suggerire a chi scrive mille spunti letterari. Basterebbe anche una conoscenza superficiale per mutare la descrizione che con maggiori elementi reali. Forse inibirebbe la fantasia di chi crea storie o al contrario ne arricchirebbe il racconto. Unica nota certa dei nostri incontri causali, il luogo in cui avvengono. La via o la piazza, la città, il luogo di villeggiatura o il mezzo di trasporto con il quale lo stiamo raggiungendo.

In una giornata torrida di luglio racconto la storia di un mancato incontro. Con Cesare Cremonini. Non sarebbe avvenuto, come logico immaginare, nella nostra comune città. Sebbene la dimensione di Bologna in questo senso aiuti: abbastanza grande per contenere ex (partner, amici, compagni di scuola o colleghi di lavoro) che per il resto della nostra vita potremmo non incontrare più. Sufficientemente piccola per farci incrociare più volte, nello stesso giorno, lo stesso sconosciuto. All'ex Lunapop, ai tempi ancora in servizio alla band, capitò di incontrarmi lo stesso giorno, in due orari diversi, nella stessa strada: via Zamboni. A inizio e a fine serata: prima con i rispettivi amici in un pub, poi da soli, lui ed io sotto al portico a notte fonda. Direi entrambi più devastati.
In seguito, continuando a vivere nella stessa città, non ci siamo mai più incrociati. Almeno non a mio ricordo, ma dovreste chiedere conferma a lui.

Stasera avrei dovuto raggiungerlo a Verona, per assistere al suo concerto in Arena. Ottima occasione per me che non l'avevo mai visto dal vivo. Poi, riprendendo le parole dell'amica veronese che si era prodigata per trovarmi i biglietti, "all'Arena io andrei a vedere anche i sassi". Il mancato incontro con Cesare ha coinciso con il mancato appuntamento con un accompagnatore "x" con il quale affrontare la trasferta veronese. Dopo giorni di scrematura (tizio detesta le sue canzoni, caia non ci viene perché è di lunedì, i semproni lo hanno già visto in tour) alla fine non sono riuscito a trovare chi mi seguisse nell'impresa. Ovviamente da domani si materializzeranno schiere di persone che mi diranno che se solo lo avessero saputo... ma oggi il destino aveva deciso che quel programma, quell'incontro non sarebbe accaduto. Intanto la mia mente corre a chi avrei potuto incontrare a Verona. Magari l'amore della mia vita cui il destino avrebbe assegnato il posto al mio fianco. In uno sliding door pop, dovrò attendere che si decida a vedere Cremonini alla prima occasione a Bologna. Dove sicuramente i nostri sguardi si incroceranno mentre all'unisono le nostre bocche canteranno "La nuova stella di Broadway". La storia di un incontro che sarà una scommessa d'amore.

Intanto una foto su Facebook è la testimonianza di un secondo mancato incontro estivo: Sabrina Salerno. La vedo sorridere seduta ai bordi della piscina dell'Hotel du Palais di Biarritz. Fuori dal cancello di quell'imponente albergo, solo dieci giorni prima mi chiedevo chi avrebbe potuto soggiornarvi. E dire che alcuni indizi non mancavano. Nella vicina Bayonne avevo visto il manifesto del concerto di glorie degli anni '80 che si sarebbe tenuto in occasione della festa della Repubblica Francese, il 14 luglio. Data che associo dal 1989 alla Salerno, dopo aver visto la copertina di un disco che la ritraeva come sanculotta in occasione dei duecento anni dalla presa della Bastiglia. Roba da esclamare con vent'anni di anticipo "Viva la vida!", un mancato acquisto che rientrerebbe in un elenco dei dischi che mi pento di non aver comprato (spunto per un futuro articolo?). Ma ora stiamo trattando il caso dello stato in luogo giusto, nel momento sbagliato. Insomma sognavo di essere trovato su quella spiaggia francese di corallo una mattina da chi aveva cantato "The pirate of love" (come l'inarrivabile Giorgia Fiorio!). Meglio che mi svegli. Meglio non pensare alla scena di me che incontro uno dei miei idoli pop sotto gli occhi della mia compagna di viaggio, fan dei Radiohead. Con la scenetta che avrei imbastito sarei stato abbandonato tra i surfisti di Biarritz.

La trama del racconto di una vita può rimandare un appuntamento, ma non impedirlo. Così ripenso a quando sono stato condotto all'incontro nell'incontro. Scoprire con la lei di una sera che abbiamo assistito da soli allo stesso concerto a Milano, qualche anno prima. Nessuno che ci accompagnasse. Eppure, senza che i nostri sguardi si incrociassero, abbiamo condiviso lo stesso luogo, la passione per le stesse canzoni. Non è stato il nostro momento. Il mancato incontro lo scopriamo, per caso, dopo esser stati quanto mai vicini. Dall'intimità alla complicità. Per poi ritornare all'estraneità, sfiorandoci nella stessa città.

Scommetto che prima o poi ci rincontreremo... a New York! New York!

 

(la foto a corredo del post è tratta dal profilo Facebook di Cesare Cremonini)

 
 
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