Le due Torri: panorami dall'alto

due torri

Le due Torri pendenti, la Asinelli e la Garisenda, sono uno dei simboli più caratteristici di Bologna e sono strategicamente collocate nel punto d'ingresso in città dell'antica via Emilia.

Il nome di "Asinelli" (la maggiore) e "Garisenda" (la minore), derivano dalle famiglie a cui tradizionalmente se ne attribuisce la costruzione, fra il 1109 ed il 1119. In realtà la scarsezza di documenti risalenti ad epoche così remote rende meno certa l'origine delle torri.

Le ragioni per cui vennero innalzate le torri, (alcuni documenti parlano della presenza in città di circa 180 torri tra il XII e XIII secolo) non sono ancora chiare, ma si pensa che le famiglie più ricche, nel periodo di lotta per le investiture, le utilizzassero come strumento di offesa/ difesa e come simbolo di potere. La Garisenda e l'Asinelli sono le due superstiti più famose delle circa venti torri rimaste visibili in città.

La Torre degli Asinelli, alta 97,20 metri, presenta un basamento circondato da una 'rocchetta' realizzata nel 1488 per ospitare i soldati di guardia. Il Comune ne divenne il proprietario nel XIV secolo e la utilizzò come prigione e fortilizio. Negli stessi anni intorno alla torre fu realizzata una costruzione in legno, posta a trenta metri da terra e unita con una passerella aerea (distrutta da un incendio nel 1398) alla Garisenda. Si dice che la costruzione fosse voluta da Giovanni Visconti, Duca di Milano, per tenere meglio d'occhio il turbolento Mercato di Mezzo (l'odierna via Rizzoli) e poter sedare per tempo eventuali rivolte. Gravi danni alla torre furono arrecati da fulmini che spesso causavano incendi o piccoli crolli, e solo nel 1824 fu installato un parafulmine. Sono documentati almeno due gravi incendi a cui la torre è sopravvissuta, il primo nel 1185 (doloso) e il secondo non doloso nel già citato 1398.

Durante la seconda guerra mondiale, la torre fu utilizzata con funzioni di avvistamento: quattro volontari si appostavano in cima alla torre durante i bombardamenti al fine di indirizzare i soccorsi verso i luoghi colpiti dalle bombe alleate.

Oggi sotto il portico sono state ricollocate alcune botteghe di artigianato a ricordo della funzione commerciale svolta "mercato di mezzo".

E' possibile andare sulla Torre Asinelli per godere di panorami mozzafiato. Bisogna salire 498 gradini per arrivare in cima e avere tutta Bologna e dintorni "ai piedi".

La Garisenda oggi è alta 48 metri ma inizialmente era alta circa 60 metri. Nel XIV secolo un cedimento del terreno che la rese obliqua e pericolante. Per evitarne il crollo si rese quindi necessario un abbassamento. A metà del XIV secolo si rende necessario l'abbassamento. Il rivestimento in bugne di selenite alla base risale invece alla fine del XIX secolo.

 

Qualche curiosità...

La torre degli Asinelli è nota in quanto torre pendente più alta d'Italia.
Gli scienziati Giovanni Battista Riccioli (nel 1640) e Giovanni Battista Guglielmini (nel secolo successivo) utilizzarono la torre per esperimenti sul moto dei gravi e sulla rotazione della terra.
Dante Alighieri che vide la Garisenda ancora integra la paragonò, nel XXXI Canto dell'Inferno, ad Anteo chinato:

Qual pare a riguardar la Garisenda
sotto 'l chinato, quando un nuvol vada
sovr'essa sí, che ella incontro penda;
tal parve Anteo a me che stava a bada
di vederlo chinare ...
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXXI, 136-140)

Non mi poriano già mai fare ammenda
del lor gran fallo gli occhi miei, sed elli
non s'accecasser, poi la Garisenda
torre miraro cò risguardi belli,
e non conobber quella (mal lor prenda)
ch'è la maggior de la qual si favelli...
(Dante Alighieri, Rime, VIII)

Silvia Macchiavelli

 

 

 

 

 

 
 
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