Chiesa di San Bartolomeo e Gaetano

san bartolomeo e gaetano

La Basilica di San Bartolomeo e Gaetano affaccia su Strada Maggiore, praticamente sotto le due torri. Nel luogo in cui sorge la basilica odierna, esisteva nel XIII secolo una chiesa di modeste dimensioni, con la facciata rivolta a Piazza di Porta Ravegnana.

Nel 1516, la famiglia Gozzadini affidò ad Andrea Marchesi, detto il Formigine, un progetto di edificazione di un grande palazzo, che comprendeva anche la ristrutturazione della chiesa esistente. Il progetto venne interrotto a causa dell'uccisione di Giovanni di Bernardino Gozzadini. Venne completato solo il portico, oggi ancora visibile, che è un imitazione bramantesca del Chiostro della Pace a Roma.
Nel 1599 i Padri Teatini subentrarono nella reggenza della chiesa e intrapresero una completa ristrutturazione del complesso. Il disegno fu affidato a Giovanni Battista Natali, detto il Falzetta, rivisto poi dall'architetto del senato bolognese Agostino Barelli. Alla fine dei lavori l'edificio risultava visibilmente ampliato e con un diverso orientamento: la facciata era ora rivolta a Strada Maggiore.

Poiché nel 1671 fu canonizzato San Gaetano, i Padri Teatini fecero dipingere da Marcantonio Franceschini e Luigi Quaini, alcuni affreschi sulla vita di San Gaetano ancora visibili nelle lunette del portico del Formigine. La chiesa che prima si chiamava solo "San Bartolomeo" ora prese anche il titolo di "San Gaetano.
Sul lato delle torri venne preservato il nobile portale quattrocentesco, dominato dalla statua di San Bartolomeo. Nel 1694 si completarono la cupola ed il campanile, la cui caratteristica cuspide venne aggiunta mezzo secolo dopo.
Nella scalinata si trova un'opera a olio dell'importante incisore bolognese Ludovico Mattioli.

Qualche curiosità...

La tradizione parla di una chiesa dedicata a San Bartolomeo già presente nel V secolo, eretta da San Petronio in persona sulle fondamenta di una chiesa paleocristiana.

La navata centrale corrisponde alla strada e le navate minori ai portici. Chi entra ha la sensazione che il discorso continui con la straordinaria finezza decorativa degli affreschi dei migliori rappresentanti dell'illusionismo (effetto artistico diretto a suscitare nello spettatore l'impressione di trovarsi a contatto diretto con la realtà e non con una raffigurazione) del '600 e del '700.

 

 

 

 

 
 
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